Via libera della Corte tedesca al Recovery. Ma i mercati guardano alla Bce
Il ricorso ai giudici aveva congelato il piano Ue. Ora gli investitori si aspettano da Lagarde e colleghi indicazioni più chiare sul futuro del Pepp
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Al termine di un Consiglio europeo di durata insolitamente rapida, i 27 Paesi dell’Ue hanno concordato sull’introduzione di un Recovery Fund, per mobilitare risorse per 1000-2000 miliardi finanziate da obbligazioni emesse dalla Commissione europea, che sosterrà i Paesi più colpiti dal devastante impatto economico dell’emergenza coronavirus.
La Commissione europea lavorerà al progetto, che potrebbe essere presentato già verso fine mese o al più tardi, secondo quanto riportato dall’Ansa, entro il prossimo 6 maggio.
Il primo ministro Giuseppe Conte ha definito il Consiglio che si è concluso “una tappa importante nella storia europea. Tutti e 27 i Paesi hanno accettato di introdurre, per reagire all’emergenza sanitaria, economia e sociale, il Recovery fund, un fondo per la ripresa con titoli comuni europei che andrà a finanziare tutti i Paesi più colpiti, tra cui l’Italia ma non solo”.
Conte ha rivendicato il ruolo dell’iniziativa italiana, che ha sollecitato il fondo con una lettera firmata assieme ad altri otto Paesi, sottolineando che “uno strumento del genere era impensabile fino ad adesso, e renderà la risposta europea molto più solida, coordinata ed efficace”. L’Italia, ha annunciato Conte, chiede una potenza di fuoco da 1500 miliardi per il fondo.
Le resistenze dei Paesi cosiddetti “frugali” sull’adozione di uno strumento comune avevano iniziato a vacillare già da qualche giorno. Al di là del tornado che si è abbattuto sull’Italia, dove si pronostica una perdita di Pil nell’ordine del 9% secondo il Fmi, anche gli altri Paesi stanno patendo le conseguenze dell’emergenza coronavirus. Secondo Reuters, la presidente della Bce Christine Lagarde avrebbe detto ai leader che la crisi potrebbe far perdere all’Europa dal 5 al 15% del Pil.
Il Consiglio europeo ha anche approvato il pacchetto dell’Eurogruppo con il Mes, stabilendo che partirà dal primo giugno. In sostanza dall’Europa arriva un insieme di misure che oltre al Recovery Fund schiera anche l’intervento della Banca europea per gli investimenti (250 miliardi), il Mes volontario senza condizioni per le spese sanitarie (almeno 200 miliardi) e il fondo per la cassa integrazione SURE (da 100 miliardi).
I nodi politici comunque restano aperti: la palla è passata alla Commissione, ma è incerto se la proposta che ne risulterà sentirà maggiormente il peso di commissari maggiormente percepiti come falchi, come il lettone Valdis Dombrovskis, o di quelli più colombe, come l’italiano Paolo Gentiloni e il francese Thierry Breton. Non è chiaro quale sarà la dotazione, e per ora non è emerso un accordo su come finanziare il Recovery Fund, “se con sussidi o prestiti”, come ha dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel, indicando, tuttavia, che il fondo sarà collegato al prossimo bilancio europeo per i prossimi sette anni. “Questo significa per la Germania che noi dobbiamo essere disponibili a contributi di bilancio più alti di quanto avevamo messo in conto nell’ultima trattativa”, ha aggiunto la cancelliera, dichiarando che tutto questo “è giusto”.
Nel testo delle conclusioni del presidente del Consiglio europeo Charles Michel – che non rappresenta la posizione congiunta dei Paesi – si legge che la Commissione dovrà chiarire il collegamento tra il Recovery Fund e il bilancio pluriennale della Ue.
