Panichi (S&P) alle imprese italiane: “Un errore non investire ora”
Il responsabile italiano delle corporate actions dell’agenzia di rating invita a guardare alla pandemia come a un opportunità
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Venerdì in tarda serata DBRS Morningstar ha confermato il rating BBB (high) dell’Italia rivedendo al ribasso l’outlook da stabile a negativo.
Una rating action in gran parte attesa perché calendarizzata da tempo e che non ha sorpreso più di tanto i mercati. DBRS era l’agenzia con il rating più elevato fra le quattro fra le quattro più influenti a livello internazionale e quella che in passato era stata più benevola con il nostro Paese.
“Non si tratta di una bocciatura”, precisa a FocusRisparmio Carlo Capuano, l’analista che ha firmato il report di DBRS sull’Italia. L’agenzia infatti riconosce che il sistema bancario del Paese è in una posizione più forte rispetto al passato in termini di capitalizzazione, anche se è attesa un’inversione della crescita nello stock di Npl nei bilanci delle banche.
Oggi il costo medio di tutto il debito italiano – anche quello emesso in passato con tassi d’interesse più alti rispetto a quelli che vediamo oggi – si aggira intorno al 2,5% e, sottolinea l’Agenzia DBRS, può mantenersi su questi livelli “fino alla fine dell’anno”.
“Questo non significa che fra le nuove emissioni possano verificarsi tassi più alti della media”, precisa Capuano. Non banale in un Paese il cui debito pubblico è detenuto per il 30% da mani straniere.
“Ora fari puntati sull’agenda delle riforme strutturali”, dice Capuano a FocusRisparmio. Ecco l’intervista integrale concessa dell’analista all’indomani del peggioramento dell’outlook sull’Italia.
Le riforme strutturali di cui avrebbe più bisogno l’Italia, a nostro avviso, sono quelle di cui si parla da anni. Al Paese serve un sistema giudiziario e una pubblica amministrazione più efficienti e con meno burocrazia. La sfida maggiore, poi, riguarda l’efficientamento del sistema produttivo. Serve una crescita dimensionale delle imprese che ne aumenti la produttività: è questa la principale causa della bassa crescita dell’economia italiana di questi ultimi anni. Guardando più in secondo un’ottica di medio-lungo periodo pensiamo sia necessaria anche una riforma dell’istruzione.
Il problema è che tutti i punti del precedente elenco richiedono un costo immediato a fronte di un beneficio dilazionato nel tempo e, come ci insegna la storia, esiste un’incompatibilità di fondo fra agende riformiste e consensi elettorali. A questo si aggiunge che in Italia i governi sono tipicamente deboli e le maggioranze instabili. Questo ci spinge a pesare una certa dose di rischio politico all’interno dei nostri modelli di rating.
Noi ci concentriamo non solo sull’agenda di riforme del Governo ma anche sulle modalità con cui essa viene comunicata e se sono condivise anche dall’elettorato. È importante, a nostro avviso, che su alcune misure straordinarie varate durante l’emergenza il Governo sia chiaro fin da subito con i cittadini e faccia presente la temporaneità dei provvedimenti dovuta alla situazione emergenziale che si è venuta a creare. In secondo luogo, è fondamentale il metodo, vale a dire l’implementazione – attraverso i decreti attuativi. In passato, dopo diversi annunci, i risultati finali delle riforme sono stati molto minori rispetto a quanto atteso.
Non ci sentiamo di escludere a priori che lo Stato intervenga anche direttamente nel capitale di alcune imprese, quel che conta è il carattere di temporaneità. Nel lungo periodo, presenza dello Stato in alcune aziende potrebbe non essere un propulsore della crescita.
Sulla carta il pacchetto fiscale prodotto dal Governo lo possiamo confrontare con misure simili varate in altri Paesi. Fra i numerosi provvedimenti, sia siamo concentrati su 1) eventuale slittamento di alcune scadenze fiscali oltre il 2020 2) misure di sostegno del reddito dei lavoratori e 3) garanzie statali – non possiamo escludere che in futuro una parte di esse possa essere attivata. Torno a ripetere che secondo noi l’importante è far leva sul carattere temporaneo delle misure perché nel caso in cui, invece, tali misure dovessero rimanere in piedi allora si potrebbero ritardare aggiustamenti fiscali. Una gestione delle finanze pubbliche prudente permette di avere spazi fiscal da utilizzare in tempi di crisi e questo shock c’è lo dimostra.
Nella nostra analisi, abbiamo preso in considerazione gli sforzi del governo per far fronte all’emergenza aumentando il deficit, contando sul fatto che lo shock è temporaneo. Le misure dovrebbero contribuire ad attenuare lo shock e sostenere la ripresa economica aiutando a mantenere a galla le società di solventi nonché a prevenire una perdita di posti di lavoro.
