L’Esma alle agenzie di rating: “No a declassamenti avventati”
Si rischia il problema della prociclicità come nel 2009. E Maijoor avverte Moody’s, S&P e Fitch: “Le tempistiche siano calibrate”
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Con una mossa ‘a sorpresa’ di questa notte l’agenzia Fitch riduce il rating dell’Italia a BBB- con outlook stabile. La decisione presa dalla società statunitense porta il merito creditizio dell’Italia all’ultimo gradino considerato “investment grade”. Sotto questo livello si scende invece a BB+ che è il primo rating considerato “speculative grade”.
La rating action di Fitch era attesa per il 10 luglio prossimo ma due specifici comitati, riuniti il 23 e il 27 aprile, hanno optato per anticipare la decisione che di fatto riflette l’outlook che, come ha dimostrato la decisione di questa notte, era negativo.
Due le cause principali individuate dalla società, il coronavirus e la fragilità delle finanze pubbliche. “Il downgrade riflette il significativo impatto del coronavirus sull’economia italiana e sulla posizione di bilancio”, spiega la nota di Fitch.
Gli analisti guidati da Greg Kiss, direttore della divisione Primary Rating Analyst di Fitch, prevedono una contrazione dell’economia dell’8% nel 2020, con un Pil al 156% del debito. L’outlook ‘stabile’, invece, riflette l’idea che il piano di acquisti della Bce (Pepp) faciliteranno la risposta dell’Italia alla pandemia e allenteranno i rischi di rifinanziamento.
Misure che comunque non eviteranno, secondo Fitch, un peggioramento del bilancio con un deficit vicino al 10% del Pil quest’anno.
Fitch prevede un “rimbalzo di matrice tecnica” dell’economia italiana nel 2021 con un Pil in crescita del 3,7%, ma diffida di una stabilizzazione economica oltre il prossimo anno: “La forza della ripresa al di là del 2021 è altamente incerta date le debolezze sottostanti dell’economia”.
L’agenzia rivede anche l’outlook del settore bancario italiano, deteriorato dopo lo shock del Covid-19: “la profonda recessione amplierà probabilmente i rischi alla qualità del credito e metterà pressione sulla redditività del settore”, scrive Fitch, precisando che le misure di appoggio decise dal governo dovrebbero in parte sostenere la qualità degli asset e mitigare in parte l’impatto negativo sulle banche.
“L’Italia ha dimostrato un’ampia coesione politica nelle prime settimane della pandemia. Il sostegno per la coalizione di governo è aumentato e il premier Giuseppe Conte ha consensi più alti da quando ha assunto l’incarico”, sostengono gli esperti della società di rating.
Non si è fatta attendere la risposta dell’Italia al provvedimento dell’agenzia. Secondo il Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri il giudizio di Fitch non tiene conto delle decisioni dell’Ue e della Bce: “I fondamentali dell’economia e della finanza pubblica dell’Italia sono solidi”, è la replica del titolare del dicastero di Via xx settembre in una nota ufficiale dove afferma che il provvedimento non tiene conto delle rilevanti decisioni assunte nell’Unione europea, dagli Stati che la compongono e dalle istituzioni che ne fanno parte.
Venerdì 24 aprile l’agenzia S&P Global Ratings ha lasciato il giudizio sul merito di credito dell’Italia invariato a BBB con outlook negativo, una mossa apprezzata da Gualtieri: “Le altre agenzie di rating hanno in effetti assunto un atteggiamento più prudente”.
L’agenzia, secondo Gualtieri, è intervenuta anticipando la valutazione del rating programmata per il 10 luglio: “L’accelerazione sarebbe giustificata dal deterioramento in atto del quadro macroeconomico e della finanza pubblica. Si tratta tuttavia di effetti interamente dovuti a una causa esogena e temporanea che sconta inevitabilmente un considerevole margine di incertezza”.
Il comunicato diramato da Via xx settembre è critico verso il giudizio di Fitch sull’economia e la solidità delle finanze italiane. Così Gualtieri: “Il sistema produttivo italiano è molto diversificato – spiega il ministro – con un consolidato surplus commerciale e una posizione finanziaria netta nei confronti dell’estero molto vicina all’equilibrio. Il costo medio del nostro debito continua a diminuire, compreso nell’anno in corso, e la quota crescente del debito detenuta dalla Banca Centrale assicurerà anche per l’anno prossimo che l’esborso netto per interessi resti in linea con quello di quest’anno. Le garanzie pubbliche che sono rilasciate in questi giorni – prosegue il titolare del Mef – assicurano la liquidità all’economia italiana, migliorando anche, per questa via, le prospettive future della finanza pubblica. L’Italia ha tuttora un livello di garanzie statali basso, se confrontato con quello degli altri maggiori Paesi europei”.
“Il Governo – conclude Gualtieri – ha la piena consapevolezza dell’esigenza di affrontare questa crisi con misure che non siano solo di carattere emergenziale. Interverremo, anche con un’agenda di riforme e di investimenti, per aumentare il nostro potenziale di crescita, con attenzione ai vincoli e alla sostenibilità della finanza pubblica e alla necessità di confermare la traiettoria di riduzione del debito”.
Ora la prossima data calda su cui tutti puntano gli occhi è l’8 maggio, quando si riunirà in videoconferenza l’Eurogruppo per il via libera definitivo ai dettagli tecnici della nuova linea di credito del Mes dedicata alla pandemia, tra cui quali spese potrà finanziare e quali le maturità dei prestiti.
Lo stesso giorno sono attesi i pronunciamenti sul rating italiano di altre due agenzie, vale a dire Moody’s che attribuisce all’Italia il voto Baa3 con outlook stabile e di Dbrs che valuta il Paese con un BBB (High) e un outlook stabile.
L’incrocio di date ed eventi appare profetico. “Le tensioni politiche sono riemerse nelle ultime settimane – conclude il report di Fitch – e riteniamo possano intensificarsi con il graduale allentamento delle misure di lockdown. Ora l’attenzione politica si sposterà sull’economia e la risposta comune europea alla crisi”.
