Fondi pensione, 64 miliardi per 40 asset manager. La classifica
A fine settembre 2021 il patrimonio era gestito quasi interamente attraverso 274 mandati di gestione. In testa Amundi, Eurizon e Candriam
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Ormai si tratta di una prassi consolidata: i fondi pensione negoziali sono sempre più inclini ad avvalersi di uno o più advisor nei processi di gestione finanziaria. Tanto che ben 29 su 32 si affidano a consulenti esterni. Lo certifica un’indagine Mefop da cui emerge un quadro abbastanza omogeneo.
Il mercato è piuttosto concentrato, con 16 soggetti per un totale di 106 consulenze prestate ai fondi pensione negoziali. E con il primo operatore, Prometeia Advisor Sim, che copre circa il 40% del totale. Seguono, a distanza, BM&C ed Eic.
In particolare, le aree oggetto di consulenza sono sostanzialmente sei: definizione dell’asset allocation strategica, selezione dei gestori finanziari, controllo della gestione finanziaria, analisi Esg, selezione dei Fia e/o Gefia e una categoria residuale che raccoglie altre tipologie di consulenza specifiche.
Ebbene, quella per la quale è maggiore il ricorso ad un advisor è il controllo della gestione finanziaria: in questo campo ben 28 fondi su 32 scelgono un consulente esterno. Per le altre aree, 14 fondi si avvalgono di advisor per la selezione dei Fia e/o Gefia e 18 per la consulenza su temi Esg.
Analizzando in dettaglio le tre aree della definizione dell’asset allocation strategica, controllo della gestione finanziaria e selezione dei gestori, la tendenza generale è quella di affidarsi allo stesso consulente: lo fanno 11 Fnp su 32. Un solo fondo, invece, ricorre a un consulente diverso per ciascuna area.
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