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A fine settembre 2021 il patrimonio era gestito quasi interamente attraverso 274 mandati di gestione. In testa Amundi, Eurizon e Candriam
Quasi 64 miliardi in mano a 40 operatori attraverso 274 mandati di gestione. È questo, secondo la consueta rilevazione Mefop, il bilancio dei fondi pensione negoziali del nostro Paese di fine settembre 2021.
Nel dettaglio, alla fine del terzo trimestre dello scorso anno, il patrimonio di questi fondi ammontava a 63,9 miliardi di euro ed era gestito quasi interamente attraverso mandati di gestione stipulati con i soggetti autorizzati a tale attività.
A costituire il mercato della gestione finanziaria dei fondi pensione negoziali, come si diceva, 40 player che gestiscono il 99,3% delle risorse, circa 63,4 miliardi di euro, attraverso 274 mandati di gestione. La restante parte del patrimonio, pari allo 0,7% delle risorse totali, ovvero circa 450 milioni di euro, risulta invece investita direttamente dai fondi, secondo quanto previsto dalla normativa di riferimento.
Quanto ai protagonisti, in testa a fine settembre si piazza Amundi con 31 mandati, seguita da Eurizon con 26 e Candriam con 20. Appena fuori dal podio Anima e UnipolSai, rispettivamente a quota 19 e 18 mandati. A completare la top ten, Axa (16), Groupama (16), Generali (13), Credit Suisse (12) e BlackRock (11).
Da segnalare che nessun gestore supera il 10% delle risorse totali e dunque, come fanno notare gli esperti Mefop, il grado di concentrazione del mercato, calcolato attraverso il Four-firm concentration ratio (CR4), risulta pari al 35,17%, sinonimo di un buon livello di concorrenza. Un dato che risulta confermato anche utilizzando l’indice di concentrazione del mercato di Herfindahl-Hirschman (HHI), stando al quale tale valore risulta essere pari a 625.
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