Occasione persa o spinta al riposizionamento di metà ciclo? La mossa della Fed divide anche i gestori
Rick Rieder, direttore investimenti del reddito fisso globale di BlackRock
Per alcuni si è trattato di un’”occasione persa”, per altri uno stop momentaneo nel percorso di normalizzazione intrapreso lo scorso anno indotto da rischi temporanei.
Il taglio dei tassi di interesse operato ieri dalla Federal Reserve, il secondo in meno di due mesi, viene giustificato come una riduzione di metà ciclo che non mette d’accordo, però, tutti i gestori.
Secondo Rick Rieder, direttore investimenti del reddito fisso globale di BlackRock, scegliendo la strada del ‘poco alla volta’ la Fed “ha perso l’occasione di promuovere una politica monetaria più audace ed efficace”, slegata da logiche di “incrementalismo e compromessi tra i vari membri del FOMC”.
Florian Ielpo, head of macroeconomic research di Unigestion
In linea con il voto di James Bullard – il presidente della Fed di St. Louis che si è espresso per un taglio dei tassi di 50 punti base – Rieder osserva che la banca centrale americana “poteva permettersi di avvicinare i tassi a livelli di equilibrio più coerenti” con quello che il chairman Jerome Powell ha recentemente descritto come un ‘aggiustamento da metà ciclo’.
Per Florian Ielpo, head of macroeconomic research di Unigestion, invece, questo meeting ha portato ulteriori prove di una pausa di metà ciclo: “la Fed non si aspetta una recessione nel prossimo futuro, pur riconoscendo i maggiori rischi geopolitici. Per il momento l’inflazione non si trova da nessuna parte, ma la Fed rimane fiduciosa della futura normalizzazione dei tassi”.
Per Antoine Lesné, head of EMEA strategy e della ricerca per SPDR ETFs, la Fed ha mancato di flessibilità nel suo messaggio: “La svolta positiva degli indicatori economici statunitensi e una ripresa dell’indice dei prezzi al consumo core (dopo i bassi livelli toccati) ha fatto sì che la Fed abbia dovuto cedere alle pressioni dell’amministrazione Trump”.
Impatto sul mercato e asset allocation
Antoine Lesné, head of EMEA strategy e della ricerca per SPDR ETFs
La reazione del mercato è stata nel complesso moderata. Al contrario di quanto accade quanto una Banca centrale riduce il costo del denaro, le Borse americane non hanno festeggiato ma anzi hanno toccato i minimi di seduta per poi riprendersi parzialmente solo nel finale. Sul mondo obbligazionario l’effetto è stato altrettanto modesto: stamattina i rendimenti del Treasury Note viaggiano intorno all’1,77 per cento.
Una reazione “coerente con l’assenza di mosse a sorpresa” ha scritto Ielpo di Unigestion.
“Resta da chiedersi se l’espansione economica abbia bisogno di tassi più bassi per proseguire la sua corsa”, spiega Rieder. “Per quanto possiamo sostenere che non sia questo il caso dell’America, il contesto a livello globale certamente lo richiede”.
Un’azione più forte avrebbe dunque potuto dispiegare un effetto maggiore, in particolare se associata alle parole dello stesso Powell, che in conferenza stampa ha dichiarato che “Se l’economia dovesse rallentare, allora sarà il caso di considerare una sequenza più ampia” di riduzione dei tassi. “A nostro parere, un taglio più incisivo avrebbe creato subito un clima di maggiore fiducia per le aziende, gli investitori e i consumatori”, sottolinea Rieder.
Altri asset manager mantengono invece un atteggiamento cauto ma non pessimistico, sostanzialmente in linea con le previsioni della Federal Reserve che per il 2019 e 2020 ha fornito stime di crescita tutto sommato ottimistiche.
Secondo Unigestion il sentiment è favorevole e la valutazione è positiva per i growth assets: “Per il momento rimaniamo positivi sulla crescita, pur rimanendo prudenti quando parliamo dell’obbligazionario”.
Non molto diversa l’opinione del fund manager di SPDR, che invece guarda con minor favore verso gli asset rischiosi: “Questo scenario meno accomodante può pesare sugli asset rischiosi, mentre i rendimenti nell’obbligazionario potrebbero risalire un po’. Sul valutario il dollaro rimarrà forte”.
Così come la Bce, anche la Fed vuol correre ai ripari giocando d’anticipo su un’eventuale recessione economica, ma con un intervento di minori dimensioni. Il parere degli esperti
Tra gli investitori, nelle ultime settimane, sono aumentate le preoccupazioni, secondo le quali la Federal Reserve nell'attuale fase del ciclo potrebbe esagerare
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio