MiFID 2… Anni dopo: cosa c’è, cosa manca. Il verdetto dell’industria
A due anni dall’entrata in vigore gli effetti della normativa sono ancora difficili da interpretare. E una parte degli operatori spinge per la revisione di alcuni aspetti tecnici
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Prosegue la fase positiva in borsa per le principali realtà del risparmio gestito italiano quotate a Piazza Affari.
Dopo un brillante 2019, le primissime sedute dell’anno entrante confermano lo stato di salute delle aziende del settore scambiate sull’Mta di Borsa Italia. Cosa spinge al rialzo i titoli del settore asset management a Milano?
Dal primo gennaio l’entrata in vigore del DL Fiscale collegato alla legge di Bilancio per il 2020 ha rimosso ufficialmente i paletti imposti dalla precedente riforma voluta dal governo M5S-Lega nel 2018 (venture capital e vincolo di unicità per casse e fondi pensione).
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Gli esperti concordano sul fatto che questo “ritorno al futuro” possa generare un ritorno dei flussi su titoli di piccola/media capitalizzazione, con un generalizzato re-rating delle valutazioni per le società che producono e distribuiscono fondi.
Secondo la mappa mensile di Assogestioni, l’industria del risparmio gestito ha chiuso il mese di novembre 2019 con afflussi netti per 3,6 miliardi di euro. Raccolta positiva sia per le gestioni di portafoglio (2 miliardi) sia per le gestioni collettive (1,5 miliardi, di cui 1,2 miliardi dai fondi aperti). Il bilancio del sistema da inizio anno è positivo con sottoscrizioni nette che ammontano a 63,2 miliardi.
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Il 2019 si è concluso in maniera entusiasmante per il settore del risparmio gestito. Fra le società quotate a Milano si sono distinte: Azimut con un guadagno anno su anno del +123% lo scorso anno, Banca Mediolanum con un +74%, Banca Generali con il +60% e Anima con un +42%. Netto il distacco con l’indice di riferimento della Borsa Italiana, il FTSE Mib, che nell’anno ha guadagnato solamente 28 punti percentuali.
Sono ormai un lontano ricordo le forti perdite del 2018, quando i titoli del settore persero rispettivamente: -43% Anima, -40% Azimut, -35% Banca Generali, -30% Banca Mediolanum.
Ecco i motivi alla base del rally dei titoli del risparmio gestito quotati a Piazza Affari.
Azimut: in scia alle stime preliminari sull’utile netto 2019 e alla guidance fornita per il 2020, oggi la società ha comunicato che prevede di chiudere il 2019 con un utile netto consolidato compreso tra 360-370 milioni, il miglior risultato nella propria storia e triplicato rispetto al 2018. Per il 2020, invece, è stata migliorata la guidance fornita in occasione dell’Investor Day del 4 giugno 2019, indicando una stima di almeno 300 milioni per l’utile netto dell’anno appena iniziato rispetto alla forchetta 250-300 milioni fornita precedentemente. Il titolo oggi ha aggiornato un nuovo record storico a 23,37 euro.
Fineco Bank: l’andamento è supportato dal solido dato sulla raccolta netta del 2019, che ha evidenziato un asset mix di grande qualità, con le preferenze dei sottoscrittori verso il segmento del risparmio gestito, che ha registrato flussi netti positivi in decisa crescita a 3,3 miliardi (+45% a/a), di cui 484,5 milioni a dicembre (più che triplicati rispetto a dicembre 2018).
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Anima: a dicembre il gruppo ha riportato una raccolta netta positiva di 152 milioni (escluse le deleghe assicurative di ramo I), portando il saldo dell’intero 2019 a 323 milioni (-71,9% rispetto al 2018). Il totale delle masse gestite a fine 2019 si attesta a 185,6 miliardi (+7,3% rispetto a fine 2018), di cui 90 miliardi derivano dalle gestioni assicurative individuali di ramo I.
Banca Generali: oggi Mediobanca ha confermato il rating outperform, attribuendo un prezzo obiettivo di 30,50 euro.
Banca Mediolanum: a dicembre ha riportato una raccolta netta positiva pari a 0,8 miliardi di euro (4,1 miliardi nel 2019). La raccolta nel gestito è stata pari a 426 milioni di euro (3 miliardi nel 2019). In crescita anche la generazione di mutui a 263 milioni di euro (2,66 miliardi nel 2019), mentre le polizze protezione si sono attestate a 12 milioni (106 milioni lo scorso anno). Le indicazioni sui Pir emerse in sede di conferenza stampa confermano la volontà di Mediolanum di giocare un ruolo da protagonista su questo prodotto. Le dichiarazioni sulle possibili operazioni straordinarie (fusioni e acquisizioni) raffreddano alcune aspettative, ma sono in linea con la nostra idea che verrà perseguita una strategia stand alone.
