Pir, via libera al rilancio dal 2020
Passa l’emendamento che di fatto annulla la riforma dello scorso anno. Via il venture capital dagli investimenti. Mentre le casse potranno investire in più di un piano
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La riscossa dei piani individuali di risparmio (Pir) di cui si paventa il ‘ritorno al futuro’ a partire dal 1° gennaio prossimo prepara il terreno alla riscossa di mid e small cap quotate a Piazza Affari.
L’indice Ftse Star, che negli ultimi anni ha sempre dimostrato una forza relativa superiore rispetto al più blasonato Ftse Mib, quest’anno ha faticato a mantenere il passo con le grandi aziende di casa nostra.
Secondo gli analisti questa debolezza è stata procurata dal minor appetito verso i titoli mid e small dettato dalle restrizioni introdotte agli investimenti sui Pir l’anno scorso.
Nelle ultime settimane la musica è cambiata radicalmente in scia alla crescente attesa per un ritorno ai vecchi precetti sul fronte Pir. Proprio ieri è arrivata da Roma la conferma: la Commissione Finanze della Camera che ha approvato all’unanimità un emendamento che modifica la disciplina dei piani individuali di risparmio a lungo termine.
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Gli esperti di Mediobanca Securities giudicano positivamente l’emendamento sui Pir. “Un ripensamento delle attuali regole (e un ritorno alle vecchie) potrebbe generare un’immediata spinta ai prezzi portando le small & mid cap italiane a trattare allo storico premio che le caratterizza rispetto alle aziende a grande capitalizzazione”, scrivono gli esperti, ricordando che “durante la prima ondata dei Pir, l’allocazione degli investitori ha seguito principalmente un approccio bottom-up con un mix tra analisi dei fondamentali di breve termine e un focus di lungo termine sulle aziende che mostrano una sostenibile crescita dei dividendi, rendimenti sugli investimenti sopra la media e generazione di free cash-flow”.
Per gli analisti finanziari di Piazzetta Cuccia in caso di ritorno ai vecchi Pir una potenziale allocazione di portafoglio includerebbe nomi come:
Anima, Autogrill, Brembo, BFF Banking Group, Brunello Cucinelli, Carel, De’ Longhi, Enav, Garofalo Health Care, Ima, Interpump, Iren, Marr, Rai Way, Reply, SeSa, Technogym e Tinexta.
Andamento di Ftse Mib, Ftse Star e Ftse small cap a confronto (ultimi 5 anni). Fonte: Bloomberg
Le novità emerse in sede parlamentare hanno fatto scattare gli acquisti sulle azioni delle società di piccola e media dimensione quotate sul parterre di Piazza Affari. Solo una manciata di punti indice separa il basket delle eccellenze italiane (lo Star, ndr) dai 39.773 punti del massimo storico toccato a gennaio 2018, quando l’indice era reduce dal poderoso rally (+35%) del 2017, l’anno di entrata in vigore dei pir.
Stime migliorate anche sul fronte della raccolta. Nell’ottavo Pir monitor, Equita Sim considera le modifiche appena introdotte: “Crediamo che l’emendamento sia molto positivo per il rilancio dei prodotti Pir e consentirebbe una ripartenza della raccolta”, spiega Luigi De Bellis, co-responsabile dell’ufficio studi della sim milanese. “Il limite del 5% (ex Ftse Mib e Ftse mid cap) – continua De Bellis – ha il vantaggio di generare maggior flussi e migliorare la liquidità soprattutto con riferimento alle piccole imprese”.
