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Il regolamento Sfdr sta ridisegnando i confini dell’industria. Presto i prodotti a impatto, o con una connotazione ambientale e sociale, rimpiazzeranno quelli più tradizionali. La strada è segnata
Quasi il 40% dei nuovi fondi lanciati quest’anno sono classificati come art. 8 o art. 9 del regolamento Sfdr (Sustainable finance disclosure regulation) dell’Unione europea. A segnalarlo è Ignites Europe che, citando i dati Morningstar raccolti in Europa, fa notare che si tratta di più del 50% dell’universo totale dei fondi articolo 8 e 9 precedenti al 2021. Un segno evidente di come la normativa e le rinnovate esigenze dei clienti stiano rimodellando l’industria.
I fondi articolo 8 e 9 lanciati quest’anno sono gestiti da 83 Sgr e Fineco Asset Management è la società che ha immesso sul mercato il maggior numero di prodotti (11 fondi sono articolo 8). La maggior parte dei fondi è domiciliata in Lussemburgo, con 83 prodotti, seguono Irlanda (26) e Francia (17).
Nel regolamento Sfdr, i fondi classificati come articolo 8 devono avere caratteristiche ambientali o sociali tra gli obiettivi di investimento, mentre i fondi classificati come articolo 9 devono avere come obiettivo esplicito l’investimento sostenibile (tra i due articoli c’è un confine molto labile).
Morningstar classifica i fondi sulla base di quanto indicato nei prospetti, e se non ci sono informazioni relative alla Sustainable finance disclosure regulation allora i fondi sono “catalogati” come articolo 6, ovvero prodotti che non perseguono una strategia sostenibile esplicita.
Secondo Jean Francois Hautemulle, fondatore e direttore di Terres Neuves Consulting, l’aumento dei fondi sostenibili riflette il desiderio delle società di “catturare nuovi flussi” e di “riposizionare” la loro offerte per renderla “più attraente” nel quadro Sfdr: “Poiché la sostenibilità è diventata mainstream, e visto che la domanda di prodotti Esg compliant è in aumento, mi aspetto una crescita nel tempo dei fondi classificati come articolo 8 e 9”.
Un’opinione condivisa anche da Chris Chancellor, senior director global insights di Broadridge, secondo cui gli investitori si stanno “concentrando sempre di più” sugli investimenti ambientali, sociali e di governance, rendendo i fondi articolo 8 o 9 “necessari per più investitori. Di conseguenza, questi ultimi diventeranno sempre di più numerosi, anche grazie all’adeguamento di fondi già esistenti”.
Chancellor ritiene inoltre che un fondo Esg offre più opportunità alle società prodotto. Secondo un rapporto di Broadridge, oltre il 65% dei fondi lanciati a livello globale fallisce e non raggiunge mai i 100 milioni di euro di attività, mentre quasi il 60% dei fondi Esg riesce a superare questo primo ostacolo.
Jane Wadia, head of product specialists and solutions di Axa Investment Managers, ha recentemente detto a Ignites Europe che i fondi classificati come articolo 8 e 9 del regolamento Sfdr “diventeranno l’investimento di base” e rimpiazzeranno e quelli in prodotti articolo 6.
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