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Con la nuova sottoscrizione, il fondo Anthilia BIT III avrà una disponibilità di circa 200 milioni e un obiettivo di raccolta complessiva di 350 milioni entro il 2020. Gilibert (Fei): “Un’eventuale procedura d’infrazione non influenzerà il nostro lavoro”
Quaranta milioni di euro per le piccole e medie imprese italiane dal Fondo Europeo per gli Investimenti. Nel quadro del programma previsto dal Piano Juncker per i fondi di debito, chiamato ‘Private Credit Tailored for SMEs’, il Fei ha sottoscritto un investimento pari a 40 milioni di euro in Anthilia BIT III, il terzo fondo di ‘private debt’ di Anthilia Capital Partners dedicato alle pmi italiane che in tal modo avrà una disponibilità di circa 200 milioni di euro e un obiettivo di raccolta complessiva di 350 milioni entro il 2020.
Anthilia BIT III è un fondo chiuso riservato ad investitori qualificati che investe in strumenti di debito, prevalentemente emissioni obbligazionarie di pmi residenti in Italia, ed ha durata massima di 10 anni.
L’ingresso del Fondo europeo serve a stimolare gli investimenti verso le pmi, incoraggiando gli investitori istituzionali ad allocare risorse verso fondi di debito specializzati nel finanziamento alle imprese minori e a sostenere le fonti di finanziamento alternative al credito bancario al fine di supportare lo sviluppo. Il Fei, parallelamente all’investimento nel fondo, si riserva la possibilità di fornire uno strumento di copertura a beneficio dei nuovi sottoscrittori che ne faranno richiesta fino a un massimo del 50% dei rispettivi investimenti, con un ‘plafond’ complessivo di circa 20 milioni. Si tratta di una copertura del rischio che costituisce un ulteriore strumento concepito dal Fei per sostenere un maggior coinvolgimento degli investitori istituzionali minori nei fondi di debito italiani.
In particolare gli operatori bancari e assicurativi, che potranno beneficiare in questo modo di una riduzione dell’assorbimento patrimoniale. Anthilia BIT III è promosso e gestito da Anthilia Capital Partners Sgr e collocato insieme a Banca Akros, nel ruolo di Arranger dell’operazione. La Commissione indica in una nota che il fondo chiuso “concentra la selezione, attraverso un processo strutturato, indipendente e privo di conflitti di interesse, su emittenti caratterizzati da stabilità dei flussi di cassa, orientamento all’esportazione, governance solida e trasparente, management stabile e credibile, struttura dei costi flessibile”.
Gli strumenti in portafoglio sono principalmente titoli di debito con scadenza a breve e medio termine e un rating non inferiore a B+ o equivalente. Il fondo euro si concentra sulle pmi che hanno un fatturato compreso tra 20 e 200 milioni e requisiti patrimoniali e reddituali particolarmente solidi: un bacino potenziale di 4.950 imprese attive nel tessuto produttivo dell’intero Paese.
“La missione centrale del Fei è di sostenere le piccole e medie imprese in Europa. Agli strumenti che abbiamo a disposizione per svolgere questa missione, si è da poco aggiunto il ‘private credit tailored for SMEs’, sostenuto dal Piano Juncker, e siamo contenti di sottoscriverne la primissima operazione in Italia. Il Fei è fiero e lieto di sostenere Anthilia, in quello che per noi è una continuazione delle nostre esperienze sviluppate nel ‘private debt’ italiano dal 2015”, ha commentato Pier Luigi Gilibert, ceo del Fondo europeo per gli investimenti.
Gilibert ha quindi spiegato che il Fondo seleziona periodicamente progetti di questa natura e continuerà a farlo, sottolineando che una eventuale procedura di infrazione non avrà ripercussioni sul lavoro del Fondo: “Non vedo ripercussioni sul Fei, non vedo come questo” spettro della “procedura d’infrazione” nei confronti dell’Italia “possa influenzare il nostro lavoro”, ha detto.
“C’è una parte di economia reale che funziona. Le aziende italiane sono volonterose di crescere e investire. Questo desiderio” è limitato dalla domanda attuale del mercato. Ma bisogna riconoscere che le aziende italiane sono “meno indebitate, meglio capitalizzate ed export oriented” rispetto al passato, gli ha fatto eco nel corso dell’evento “Anthilia Capital Partners e Fondo europeo per gli Investimenti insieme per le Pmi italiane”, il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna. “L’incertezza di mercato frena la capacità di investimenti. Tutti speriamo che tra l’Ue e l’Italia si trovi la quadra” circa la procedura d’infrazione. “Ma la situazione pubblica non va confusa con l’andamento dell’economia privata”, ha avvertito. “Io vi inviterei ad essere un po’ più ottimisti” sull’Italia, ha infine chiosato il ceo di Banco Bpm, invitando a guardare le potenzialità del Paese.