Asset allocation, volatilità da sfruttare da qui a fine anno
Per Nordea Am, le attuali turbolenze sono destinate ad affievolirsi. E l’eccesso di liquidità continua a supportare un approccio ‘buy the dip’, ma con alcuni punti fermi
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Nell’epoca della trasformazione, orientarsi nel mondo degli investimenti sarà molto più complesso, tra cicli economici più corti e più intensi, e oscillazioni più ampie sull’inflazione. Secondo Pimco, che in questi giorni ha presentato alla stampa il suo Secular Outlook 2021, ci siamo lasciati alle spalle l’epoca del “new normal”. E ora ci aspettano anni turbolenti. Un effetto stesso delle trasformazioni in atto, che possono essere ascrivibili a trend strutturali in tre ambiti differenti: ambiente, digitalizzazione e società.
Quello ambientale è un tema fin troppo noto, vista la massiccia mobilitazione di governi (e investitori) per il raggiungimento di un futuro a emissioni zero. “Il focus sul cambiamento climatico può portare a un boom degli investimenti verdi e a disinvestimenti dai combustibili fossili, ma durante la transizione, i picchi di rialzo sui costi dell’energia possono minare la crescita e produrre inflazione”, ha commentato Joachim Fels, Global Economic Advisor di Pimco, nella presentazione dell’Outlook. Non solo: a detta di Fels, si corre il rischio di una “iper-regolamentazione green, che rischia di rendere il percorso verso un’economia rispettosa del clima più accidentato”. Ma anche se in futuro dovremo fare i conti con un’inflazione più alta, l’attuale crisi di approvvigionamento energetico, che sta alimentando una fiammata inflativa, secondo Fels è temporanea, e verso la fine del 2022 il rialzo dei prezzi dovrebbe comunque stabilizzarsi.
Sul fronte della digitalizzazione, i progressi tecnologici e l’automazione saranno un fattore in grado di creare nuovi posti di lavoro e aumentare la produttività, ma allo stesso tempo produrranno contraccolpi negativi in quelle fasce di lavoratori che si vedranno sostituire dalle macchine e non riusciranno ad accedere a un “upskilling” per reintegrarsi in un contesto di lavoro più avanzato. L’effetto collaterale individuato è l’ampliamento delle diseguaglianze sociali, che potranno contribuire all’emersione di forze populiste.
Il terzo trend strutturale si ricollega al precedente, perché riguarda proprio l’aspetto sociale e la condivisione dei benefici della crescita. “La terza tendenza potenzialmente trasformativa in atto è il crescente impegno da parte delle autorità e della società civile in generale per affrontare l’aumento delle disuguaglianze di reddito e ricchezza e rendere la crescita più inclusiva”, ha dichiarato Fels. La trasformazione sociale, che la Cina per esempio sembra perseguire con la sua politica della “prosperità comune”, può avere un impatto positivo se viene condotta nel modo giusto e porta a una più equa redistribuzione.
Cosa comporta tutto questo per gli investimenti? Una maggiore volatilità sui mercati, che si tradurrà probabilmente in rendimenti azionari e obbligazionari più modesti, ma in cui ci saranno solide opportunità di generazione di alpha per i gestori attivi, ha spiegato Andrew Balls, Cio Fixed Income di Pimco.
“Il nostro scenario di base prevede che prevalgano bassi tassi ufficiali che ancorino i mercati obbligazionari globali. Benché ravvisiamo rischi al rialzo per i tassi d’interesse nel breve termine col proseguire della ripresa economica, nell’orizzonte secolare prevediamo che i tassi restino confinati in una banda di oscillazione relativamente ristretta e rendimenti inferiori ma positivi per le allocazioni obbligazionarie core”, ha dichiarato Balls. “Sebbene il nostro scenario di base non contempli un periodo prolungato di elevata inflazione, continuiamo a ritenere che i Tips statunitensi, le materie prime e altri attivi reali siano validi strumenti di copertura dai rischi d’inflazione”.
Sul fronte del debito corporate, sarà fondamentale la gestione attiva, perché in presenza di tanti elementi di trasformazione – la transizione energetica, la digitalizzazione, i cambiamenti nelle filiere produttive e nelle abitudini di consumo – ci saranno tanti vincitori e vinti, e sarà necessario un approccio flessibile per trovare opportunità nella divergenza. “Nell’epoca della trasformazione in cui i tassi d’interesse reali e nominali probabilmente resteranno ancorati su livelli bassi, riteniamo opportuno puntare a massimizzare le opportunità nelle strategie obbligazionarie tradizionali con mandati flessibili per attingere all’intero ventaglio di opportunità globali e trarne benefici”, secondo Balls. Il quale ritiene opportuno “andare oltre il reddito fisso tradizionale puntando su ambiti alternativi tra cui l’immobiliare, il credito privato e i mercati dei capitali globali in sviluppo ove questo sia in linea con le esigenze e le aspettative dei clienti”.
Il manager ha poi un orientamento positivo sull’azionario nei portafogli multiasset. Anche se le valutazioni sono tirate alla luce dei multipli, le azioni dovrebbero continuare a comportarsi ragionevolmente bene in un contesto di tassi di interesse reali modesti, a detta di Pimco. “Nella ripresa sarà cruciale differenziare fra vincitori e perdenti in termini di Paesi, di settori nonché nella selezione dei titoli. In particolare, crediamo che i produttori di semiconduttori, i fornitori di sistemi e impianti per l’automazione industriale, di energia verde e di sistemi per la mobilità dovrebbero essere favoriti e prevediamo che gli investimenti in questi settori costituiranno una parte rilevante nella nostra costruzione dei portafogli”, ha concluso Balls..
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