Per Nordea Am, le attuali turbolenze sono destinate ad affievolirsi. E l’eccesso di liquidità continua a supportare un approccio ‘buy the dip’, ma con alcuni punti fermi
Sebastien Galy, senior macro strategist di Nordea Am nel 2021 Q4 Macroeconomic Outlook
Buy the dip, mantenendo in portafoglio alcuni punti saldi su cui contare nella bufera: investimenti Esg, covered bond e soluzioni multi-asset. È la ricetta per affrontare gli ultimi tre mesi di un 2021 diventato man mano più turbolento, secondo gli esperti di Noredea Am. D’altra parte il nervosismo degli investitori è ormai palpabile di fronte a un’economia globale che sta affrontando una serie di shock economici significativi in un momento in cui alcuni segmenti del mercato sono piuttosto costosi.
Nonostante infatti molti di questi rischi fossero già visibili da settimane, la crisi del credito in Cina e l’aumento dei prezzi dell’energia sembrano aver improvvisamente svegliato i mercati spegnendone l’ottimismo. Pesano soprattutto i segnali di un rallentamento globale, in particolare di Pechino, e la temutissima inflazione. “Nel complesso, riteniamo che questo periodo di volatilità possa essere un’opportunità, in quanto le prospettive economiche alla fine dovrebbero rivelarsi molto favorevoli al di là della volatilità. La liquidità rimane ampia e, per ora, più che sufficiente a dissipare le nostre paure”, assicura osserva Sebastien Galy, senior macro strategist di Nordea Am nel 2021 Q4 Macroeconomic Outlook.
Mercati agitati dagli shock economici
A preoccupare i mercati c’è soprattutto il fatto che l’economia globale sta rallentando a un ritmo più rapido del previsto mentre l’inflazione rimane elevata, ponendo le basi per ciò che si definisce ‘stagflazione’, appunto crescita stagnante in contesto inflattivo. “La ragione principale alla base di ciò – spiega Galy – è che l’economia globale si è ripresa molto più rapidamente del previsto lo scorso anno, causando un rialzo generalizzato dei prezzi, interruzioni della catena di approvvigionamento e eccessiva domanda di alcune materie prime, come il gas naturale. Una parte di questa inflazione è vista come transitoria, poiché la ripresa si normalizzerà dopo la brusca accelerazione alla quale abbiamo assistito, tuttavia una parte è considerata più duratura, costringendo la Federal Reserve a muoversi piuttosto velocemente con operazioni di tapering. La Banca Centrale europea sta invece seguendo più lentamente lo stesso percorso”.
Ma secondo lo strategist, lo shock più inaspettato è certamente quello targato Pechino, la cui crescita stava rallentando dolcemente da livelli elevati. “In questo contesto, la necessità delle autorità di affrontare il tema dell’eccessivo indebitamento nel settore immobiliare proprio ora ha diverse implicazioni. Tra le altre cose è messa in dubbio la capacità della Cina di continuare a crescere ai ritmi visti in passato”, chiarisce, aggiungendo che sono inoltre molti i parallelismi tra il collasso di Evergrande e il crollo di Lehman Brothers, sebbene molti analisti non siano d’accordo su tale paragone. Fatto innegabile è comunque che ci vorranno ancora molte settimane per comprendere davvero l’impatto della vicenda Evergrande sulla crescita futura del Paese.
Volatilità all’orizzonte
Stando quindi all’outlook di Nordea Am ci sono tutti i presupposti perché le valutazioni tenderanno a riflettere un rallentamento più rapido della crescita globale rispetto a quanto precedentemente previsto, non ultimo a causa delle vicende in Cina. “Anche il parere dei mercati circa il carattere transitorio o meno dell’inflazione rimane incerto. Con il rallentamento dell’economia globale, rimane particolarmente importante che il mercato riconosca l’ampia liquidità circolante nel sistema anche al netto delle operazioni di tapering della Fed, che non precludono comunque interventi fiscali da parte dei governi”, sottolinea Galy, per il quale però pian piano l’ottimismo dovrebbe tornare sui mercati, alimentato appunto dalla liquidità comunque vigorosa e dalle prospettive di crescita a lungo termine positive. “Fino ad allora, è comunque da tenere in conto una certa volatilità”, avverte.
I punti fermi del portafoglio
Questa volatilità nel breve dovrebbe però, a detta di Galy, lentamente affievolirsi per lasciar spazio a un ritmo di crescita solida per le economie avanzate. “Ciononostante – avverte -, queste oscillazioni possono far tentennare gli investitori con poca convinzione in ciò che detengono in portafoglio. Riteniamo importante essere sempre a proprio agio con le scelte in essere. Alcuni punti saldi su cui riteniamo si possa contare in futuro sono gli investimenti Esg, la sicurezza dei covered bond e la flessibilità delle soluzioni multi-asset”.
Insomma, per Nordea Am l’attuale volatilità dei mercati azionari globali dovrebbe col tempo affievolirsi mentre l’eccesso di liquidità continua a supportare un approccio ‘buy the dip’. “Questo lascia ben sperare per un ritorno del trend positivo sui mercati. Ma cosa ancora più importante, gli investitori dovrebbero focalizzarsi sulle forze secolari che spingeranno i mercati nei prossimi decenni, come il cambiamento climatico”, conclude lo strategist.
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