Mazzocca (UBI Pramerica): “Italexit? Non è scenario centrale ma tensione su asset italiani rimane alta”
8 ottobre 2018
di EUGENIO MONTESANO
5 min
I rischi di un’altalena continua di Piazza Affari e dei rendimenti dei bond italiani restano alti. Paolo Mazzocca, team asset allocation research di UBI Pramerica SGR, racconta le scelte operative da fare in chiave multi asset e bilanciata.
Paolo Mazzocca, team asset allocation research di UBI Pramerica SGR
“La decisione del governo italiano di aumentare la previsione del deficit di bilancio al 2,4% e di indicare questa soglia per i prossimi tre anni ha sorpreso una parte degli operatori che si aspettavano un livello più contenuto, anche a fronte delle rassicurazioni del Tesoro che fissava al 2% un limite «invalicabile»”. Paolo Mazzocca, team asset allocation research di UBI Pramerica SGR, riassume il sentiment di mercato delle ultime settimane, che hanno visto l’Italia al centro di importanti movimenti di mercato con il differenziale tra i titoli di stato decennali italiani e quelli tedeschi che si è attestato intorno a quota 300 punti base e che, nei giorni in cui è stata ufficializzata l’approvazione della legge di bilancio 2019, ha raggiunto un picco di 301. Giova ricordare che fino a maggio lo spread era fermo a 120 punti (o all’1,2%).
I rischi di un’altalena continua degli indici di borsa e dei rendimenti restano dunque alti: gli analisti si domandano come reagiranno i mercati alla manovra finanziaria che sta portando allo scontro frontale con l’UE. Intanto il Def (Documento di Economia e Finanza) avanza in Parlamento. Martedì 9 ottobre arriva alle Commissioni bilancio della Camera e del Senato la nota di aggiornamento, con le audizioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria e dei rappresentanti di Bankitalia, Istat e Corte dei Conti.
Mentre giovedì 11 – giorno in cui nelle aule di Camera e Senato inizia la discussione collegiale sul Def – arriva anche la prima ’prova dei Btp’ dopo la definizione dei contorni della manovra, con il Tesoro che ha in programma l’asta dei titoli a medio lungo termine di metà mese. Grande attesa per la reazione degli investitori, barometro delle tensioni delle ultime settimane. A livello internazionale peserà anche la pubblicazione dei verbali della Bce: dalle minute dell’ultima riunione di politica monetaria della Banca centrale europea si attendono indicazioni sulle possibili mosse nella riunione del 25 ottobre.
In conversazione con FocusRisparmio, Mazzocca discute il momento delicato dei mercati con riferimento al posizionamento del fondo bilanciato UBI Pramerica Portafoglio Dinamico.
Qual è la sua lettura della congiuntura economico-finanziaria? Il peggio è passato o bisogna tenere le cinture saldamente allacciate? Alle preoccupazioni circa la traiettoria che potrebbe prendere il debito pubblico italiano, si è aggiunto il giudizio abbastanza critico sulla natura dei provvedimenti proposti; l’incremento del deficit, infatti, andrebbe in misura significativa a finanziare la spesa corrente e solo in misura molto più limitata a sostenere, per esempio, un piano di investimenti strutturali. In attesa di maggiori dettagli sul Def, resta l’incertezza legata all’atteggiamento dell’esecutivo italiano nei confronti delle istituzioni europee: lo scontro con l’Unione Europea, dagli esiti politici ed economici incerti, oppure la volontà di aprire una fase negoziale anche in vista delle prossime elezioni europee. Sullo sfondo resta anche la possibilità che le agenzie di rating possano ridurre il giudizio sul debito del paese e rivedere al ribasso l’outlook.
Come gestite il rischio? Quale strategia bisogna impostare in questa fase di mercato e come si riflettono le sue convinzioni sul posizionamento del fondo? Il maggior rischio percepito dagli investitori si riflette non solo sul mercato delle obbligazioni governative italiane ma, anche, sul mercato azionario. Pur non avendo come scenario centrale quello di una Italexit dall’euro, è probabile che la situazione di maggior rischio si protragga a lungo e porti gli asset italiani, obbligazionari e azionari, a sottoperformare il mercato. D’altra parte, l’evoluzione politica in Italia non è tale da compromettere lo scenario macro e dei mercati internazionali, uno scenario dove la crescita economica risulta solida in molte aree geografiche e con una discreta ripresa dei prezzi, quindi positivo per gli investimenti.
In un anno caratterizzato da incremento della volatilità e rallentamento dei rendimenti, perché un investitore dovrebbe scegliere un fondo bilanciato? In linea generale le azioni sono uno strumento finanziario adatto alle fasi di ripresa del ciclo congiunturale, quando l’economia è in crescita, l’inflazione è sotto controllo e le attese sugli utili aziendali sono in miglioramento. Le obbligazioni, invece, sono una tipologia di attività finanziaria adatta a fasi di debolezza congiunturale, con inflazione moderata o in rallentamento. Un prodotto bilanciato, dunque, offre la possibilità di incrementare l’efficienza del portafoglio, coniugando al meglio le caratteristiche delle due asset class attraverso uno stile di gestione attivo, coerente con la fase del ciclo congiunturale corrente.
Come investite nell’obbligazionario europeo in questa fase di mercato, caratterizzata dall’incertezza sull’inversione della politica monetaria della Bce? Per quanto concerne il comparto governativo, relativamente alle emissioni core confermiamo un approccio prudente che si traduce in posizioni corte di duration rispetto ai benchmark, soprattutto sul bund. Nei confronti della periferia, viene mantenuta una posizione lunga di duration, con il contributo maggiore da parte di Spagna e Italia. Relativamente ai corporate, esprimiamo un approccio più cauto sul comparto investment grade, mentre rispetto agli high yield riteniamo che l’allargamento degli spread del 2018 appaia eccessivo e, per questo, manteniamo una view moderatamente positiva, soprattutto, sugli emittenti di area euro.
Quali sono le vostre preferenze in ambito valutario? In ambito valutario le nostre posizioni si caratterizzano per un sottopeso nei confronti del dollaro. L’euro ha mantenuto una forza intrinseca significativa, nonostante i rischi idiosincratici (principalmente geo-politici). Inoltre, la possibilità che la Bce assuma una retorica meno accomodante in futuro, e che la Fed rallenti il ciclo di rialzi, dovrebbe rafforzare il movimento di apprezzamento della valuta comune.
Il focus del fondo sembra non prevedere vincoli geografici particolarmente stringenti: quali, nello specifico, le aree geografiche che possono destare maggiore interesse? Nei confronti dell’asset class azionaria manteniamo una view positiva, considerando il livello ancora attraente delle valutazioni e un quadro macro positivo. Inoltre, la dinamica degli utili aziendali si mantiene positiva, con buone prospettive per i prossimi trimestri. A livello geografico le nostre preferenze vanno per l’area euro e per gli USA, mentre nei confronti dell’area emergente adottiamo un approccio più selettivo.
Guardando al posizionamento del fondo, ci rendiamo conto che durante l’estate i settori che hanno trainato la performance sono stati: farmaceutico, industriale e finanziario. Ci può spiegare le ragioni e indicare se sono questi i settori in grado di sovraperformare ancora nei prossimi mesi? Il settore farmaceutico ha beneficiato negli ultimi mesi della rotazione da settori ciclici a settori difensivi dovuta alla correzione degli indicatori di fiducia delle imprese in Europa, al rafforzamento del dollaro e al rialzo dei rendimenti sui titoli di stato americani, fattori storicamente con impatto positivo sul settore. Il settore presenta ancora valutazioni attraenti, buona visibilità sugli utili e in accelerazione per il 2019. Il settore industriale ha continuato a beneficiare di una crescita globale che permane sostenuta, in un contesto macro che al momento evidenzia stabilizzazione e sostenibilità della crescita; siamo tuttavia di fronte ad aspettative di mercato che appaiono ora piuttosto elevate e con una valutazione vicina ai massimi storici. Il settore finanziario ha ben performato nel periodo indicato grazie alla performance positiva del settore assicurativo, settore dalle valutazioni attraenti con dividend yield superiore al 5% che può essere considerato piuttosto sostenibile. Settore farmaceutico e settore assicurativo hanno ancora la possibilità di performance positive per una combinazione di valutazioni interessanti e utili stabili o in crescita.
Al contrario, quali i settori che offrono le opportunità di investimento meno interessanti? Meno interessanti appaiono: il settore telecom, per dubbi sulla crescita dei ricavi, investimenti in aumento, rischio regolamentare e sostenibilità dei dividendi, il settore del lusso, per valutazioni molto care, pur in presenza di fondamentali buoni e il settore industriale, per le ragioni prima indicate.
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