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Nel primo semestre 13 ammissioni, performance +37,8% e capitalizzazione su a 8,1 miliardi. Previste più opportunità dall’integrazione con Euronext e più attenzione ai temi Esg
Il segmento Aim di Borsa Italiana ha superato brillantemente la pandemia e nel primo semestre 2021 conferma la sua resilienza, già mostrata negli ultimi tre mesi del 2021, mettendo a segno una crescita del 37,8% contro il -7% registrato nell’arco dell’anno scorso. Non solo: il listino dedicato alle piccole e medie imprese tricolori mostra di essere in perfetta salute tanto da aver anche consolidato la ripresa dal punto di vista del numero delle quotazioni, tornate ai livelli pre-Covid.
È quanto emerge da studio di Bmo Italia, secondo cui da gennaio a giugno si sono registrate 13 nuove ammissioni all’Aim (di cui 2 sul segmento Professionale), contro i 3 listing avvenuti nel primo semestre 2020 e i 12 dei primi sei mesi del 2019, con numeri quindi superiori a quelli pre-pandemia.
Al 30 giugno scorso, la capitalizzazione del mercato Aim si è attestata a 8,1 miliardi di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (5,9 miliardi). La raccolta media delle quotazioni, escludendo le Spac, è stata pari a 6,8 milioni di euro, mentre il flottante medio si è attestato al 33,6% contro il 25,4% registrato nei primi 6 mesi del 2020.
Analizzando il dato regionale, emerge che, nei primi sei mesi dell’anno, la Lombardia risulta essere la regione con il maggior numero di imprese che hanno deciso di quotarsi sull’AIM (53,8%), seguita da Lazio (23,1%), Veneto (15,4%) ed Emilia-Romagna (7,7%).
Anche nella prima metà del 2021, il listino dedicato alle piccole e medie imprese ha confermato la minore rischiosità rispetto agli altri: la sua volatilità negli ultimi 12 mesi è pari al 10% ed è inferiore rispetto a quella del segmento Star pari al 14%, anche considerando un arco temporale di 3 e 5 anni. Si conferma inoltre il trend che vede Aim presentare più Ipo rispetto a Mta (14 contro 6 nei primi 6 mesi del 2021).Dallo studio emerge poi che il mercato ha saputo premiare le società neo quotate anche in termine di rendimento, in quanto l’incremento di capitalizzazione al 30 giugno 2021 rispetto alla data di Ipo è stato pari al 23%.
Passando all’analisi settoriale, nel primo semestre 2021 il comparto Technology è risultato essere quello con la capitalizzazione più elevata, arrivando a rappresentare il 26% della capitalizzazione complessiva delle quotazioni avvenute nel periodo considerato, seguito da Industrials e Consumer Discretionary, rispettivamente con una quota pari al 21% e al 17%.
L’analisi Bmo ha, inoltre, confermato che quello tecnologico rappresenta, in uno scenario complicato e in costante evoluzione, un settore che offre importanti stimoli e opportunità: appartengono infatti al comparto 4 nuove Ipo sulle 13 totali (cioè il 31%) avvenute sull’Aim ed è quindi il segmento che ha presentato il maggior numero di nuovi listing. Il comparto tech risulta anche il settore con la capitalizzazione totale delle nuove quotazioni più alta, pari ad 250 milioni di euro (circa il 39% del totale). Quanto alla ripartizione settoriale, Aim conferma la sua eterogeneità e dunque anche la sua validità come strumento per lo sviluppo delle aziende operanti in tutti i settori produttivi.
“I primi sei mesi del 2021 hanno registrato un consolidamento della ripresa del mercato Aim, sia sotto il punto di vista della performance, sia da quello del numero delle quotazioni, a testimonianza della volontà di crescita delle piccole e medie imprese italiane, che intendono sfruttare nel miglior modo possibile la ripartenza post-pandemia – commenta Manuel Coppola, partner audit & assurance Bdo Italia -. Le nostre previsioni ci rendono ottimisti anche per il secondo semestre, nel corso del quale ci aspettiamo un’attenzione crescente ai temi Esg anche grazie all’ingresso di Borsa Italiana nel gruppo Euronext, che amplierà il network di investitori istituzionali e la liquidità sul listino milanese dedicato alle pmi con alto potenziale di crescita anche grazie alle potenziali future sinergie con gli SMEs Euronext Growth.”
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