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Un quarto dei portafogli degli advisor è investito in prodotti income. I clienti apprezzano la generazione di reddito ma solo 4 su 10 hanno familiarità con questi fondi. La ricerca Invesco
Quasi un quarto del patrimonio sotto consulenza degli investitori è attualmente investito in prodotti income. E gli investitori sembrano apprezzare, dal momento che la generazione di reddito resta l’obiettivo più importante per oltre la metà di loro. È quanto emerge dall’indagine Invesco “Alla ricerca dell’income”, realizzata da CoreData Research, i cui risultati evidenziano come gli italiani restano grandi risparmiatori ma hanno bisogno del supporto del proprio advisor per investire l’enorme liquidità parcheggiata sui conti correnti.
Prodotti income, cosa ne pensano i consulenti
Dunque, il 25% del patrimonio dei consulenti è attualmente investito in questo tipo di prodotti, anche se un terzo (il 32%) li ritiene ad alto rischio. Il valore del reddito costante, nel contesto della performance a lungo termine, è però riconosciuto dal 24% dei consulenti, sebbene il 28% non sia d’accordo sul fatto che sia più importante dell’aumento del prezzo delle azioni.
Se i clienti non scelgono tali strategie, a detta del 66% dei professionisti, è perché temono di non realizzare gli obiettivi prefissati. Anche le informazioni a disposizione del cliente (per il 63%) e la preferenza per altri approcci (per il 61%) rappresentano barriere significative. Per questa ragione, i consulenti richiedono alle case di gestione patrimoniale materiali informativi di supporto alla loro relazione con il cliente e accolgono con favore l’aiuto degli asset manager nell’analisi del portafoglio e nell’asset allocation.
Nel dettaglio, per soddisfare le esigenze di reddito dei loro clienti, i professionisti utilizzano principalmente obbligazioni e fondi income, entrambi ritenuti interessanti dall’84% degli investitori. Il reddito azionario non compare invece fra i primi tre prodotti proposti dai consulenti che, nella scelta dei fondi income, tengono in considerazione: asset allocation (94%), track record (90%) e i fattori necessari a soddisfare la diversa propensione al rischio dei clienti. Per il 58% dei consulenti, un buon track record è determinante nella scelta del prodotto. Cresce poi l’interesse per i fondi income Esg: quasi sei consulenti su dieci sono stati spinti dalla pandemia a prestare più attenzione a tali strategie, nonostante più della metà (il 52%) crede che l’etichetta Esg serva principalmente ad attrarre gli investitori finali.
Quanto alla comunicazione con i provider, per il 30% dei consulenti road show, eventi e conferenze sono il modo migliore in cui le case di asset management possano comunicare. L’e-mail viene invece preferita quando si cerca di conoscere nuovi fondi o prodotti (22%), seguita da podcast e webinar (21%). I road show sono fra i primi tre canali di comunicazione preferiti (20%) per conoscere le strategie proposte dalle case di gestione.
Primo obiettivo degli investitori: il reddito
Passando ai clienti, risparmiare per la pensione è fondamentale per il 59% di loro e supera tutti gli altri obiettivi. Anche se il Covid è ancora una preoccupazione per il 59%, solo il 17% afferma che non investirà fino a che la pandemia non sarà completamente sotto controllo. Guardando al futuro, però, la maggior parte non si aspetta che la propria situazione finanziaria migliori nei prossimi tre anni, anche se il 39% afferma che è migliorata rispetto a tre anni fa. Quattro investitori su dieci sentono quindi la necessità di investire in attività che generino rendimenti più elevati e circa la metà (49%) si dice tollerante al rischio, dimostrando una buona capacità di autovalutazione.
Più che accrescere il capitale, però, è la generazione di reddito l’obiettivo più importante per il 53% degli investitori. Il 37% ha familiarità con i fondi income, il 38% dà una risposta neutra e il 25% non li conosce. Sono soprattutto i prodotti assicurativi a esercitare un grande interesse (85%), seguono i prodotti Equity income e Fixed income (entrambi 84%). Tra i preferiti vengono menzionati anche i fondi attivi.
I prodotti income sono però supportati dai consulenti: circa tre quarti (74%) degli intervistati dichiara infatti di essere stato indirizzato verso questa tipologia di strategie nel corso degli ultimi dodici mesi e l’80% ritiene che i consulenti abbiano un ottimo livello di conoscenza delle strategie income. Molto alta la propensione per l’Esg: il 73% dei clienti vuole che i propri investimenti abbiano un impatto sociale positivo.
Ma come vengono scelti i prodotti? La reputazione del provider ha una forte influenza per gli investitori (56%). Mentre i fondi income devono offrire diversificazione (22%), protezione dai downside (18%) e reddito stabile (17%). Anche i consulenti finanziari possono influenzare le decisioni degli investitori, che li considerano la loro più importante fonte di informazione (60%). Solida la comunicazione consulente/cliente: il 31% si tiene in contatto su base mensile e un ulteriore 45% comunica su base trimestrale. Gli italiani mostrano anche una sana propensione alla formazione, dato che il 63% vorrebbe saperne di più sugli investimenti, mentre una percentuale considerevole ha bisogno di maggiore cura e attenzione, visto che solo il 47% di loro dichiara di non sentirsi disorientato dalla gamma di prodotti disponibili sul mercato.
Le strategie income nei portafogli
La percentuale di prodotti che generano reddito all’interno dei portafogli dei consulenti finanziari italiani è rimasta abbastanza stabile negli ultimi due anni, scendendo leggermente dal 26% di due anni fa al 24%. Stabilità che dovrebbe persistere in futuro: si stima un lieve rialzo al 28% nei prossimi due anni. Piace soprattutto il focus globale, visto che il 63% dei consulenti dice di preferirlo.
Il disallineamento fra consulenti e investitori
Nel cercare di soddisfare le esigenze di reddito dei loro clienti, i consulenti finanziari italiani prediligono le obbligazioni e i fondi fixed income, trovando un forte riscontro da parte dell’84% degli investitori. Tuttavia, questi sono più propensi ai prodotti assicurativi (85%) e ai fondi equity income (84%). I dati indicano quindi che i professionisti potrebbero non cogliere appieno la propensione dei loro clienti alle strategie di equity income. Anche i fondi multi-asset sono tenuti in grande considerazione con il 49% dei consulenti che utilizzano queste soluzioni per soddisfare le esigenze degli investitori. Questi fondi però non figurano nelle prime tre scelte dei clienti.
Quali criteri nella selezione dei fondi
Infine, è soprattutto il track record che influenza le preferenze dei consulenti. Un gestore di fondi con un buon track record della performance è il fattore principale che li spingerebbe a favorire un asset manager piuttosto che un altro (58%). Anche un’azienda con una lunga storia d’investimento nei prodotti income è una caratteristica influente (44%). Avere un team d’investimento consolidato con un basso turnover è un’altra caratteristica che i professionisti considerano favorevolmente (28%).
Fondi income, ancora poco conosciuti dagli investitori
I fondi income restano, però, ancora poco conosciute dagli investitori. Solo quattro su 10 (il 37%) dichiarano di conoscerli. La maggioranza, tuttavia, fornisce una risposta neutra (38%) o dichiara di non conoscere questa tipologia di prodotti (25%). Maggiore successo riscontrano invece i prodotti assicurativi, ritenuti interessanti dall’85%, così come i fondi azionari e obbligazionari, considerati attraenti dall’84%.
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