Nel 2019 più di due quinti dei dividendi mondiali sono distribuiti da settori difensivi, che saranno relativamente al riparo dalla recessione. La restante parte è a rischio. Vediamo come e perché
La pandemia non ha avuto quasi alcun impatto sui dividendi del primo trimestre, che sono aumentati del 3,6%, segnando un record di 275,4 miliardi di dollari per il primo trimestre, ma questo era atteso visto che i dividendi distribuiti quest’anno fanno leva sui bilanci chiusi a dicembre 2019 quando il coronavirus non era neanche un fattore di rischio contemplato dalle aziende.
Sarà invece più difficile formulare previsioni per il prossimo anno. Lo ha fatto Janus Henderson Investors nel consueto report annuale che mette a confronto i dividendi delle società globali sulla base dell’andamento dell’esercizio corrente.
Per i dividendi relativi al 2020 l’asset manager contempla due scenari. Quello più favorevole prevede per quest’anno un calo del 15% dei dividendi globali a 1,21 trilioni di dollari, ovvero 213 miliardi di dollari in meno del 2019. Lo scenario peggiore prevede per quest’anno un calo del 35% a 933 miliardi di dollari.
“Per valutare l‘impatto della pandemia sui dividendi nel 2020, Janus Henderson ha esaminato società il cui valore delle distribuzioni rappresenta più di tre quarti di quelle globali. Il team ha identificato le società che hanno già cancellato o sospeso le distribuzioni, quelle le cui distribuzioni sono giudicate vulnerabili e quelle che hanno minori probabilità di essere penalizzate. L’effetto è molto variabile a seconda delle regioni e dei settori”, spiega la società in una nota.
Usa e Asia meglio di Europa e Uk
L’impatto del taglio dei dividendi sarà, secondo Janus Henderson, maggiore i Europa e Regno Unito, mentre nell’America settentrionale a in Asia i dividendi saranno probabilmente meno penalizzati anche se l’effetto potrebbe essere più evidente nel 2021.
Federico Pons, country head per l’Italia di Janus Henderson
“L’Italia è più o meno in linea con la media degli altri Paesi in termini di effetto pandemico sui dividendi. Nel nostro Paese l’epidemia è stata molto grave e ha avuto inizio prima rispetto agli altri, ma ci aspettiamo che il quadro dei dividendi non si discosti dalla media generale”, spiega Federico Pons, country head per l’Italia di Janus Henderson.
A livello settoriale l’impatto sarà particolarmente forte per il settore bancario e per l’industria dei beni voluttuari, oltre che per i settori industriali sensibili all’economia mentre nel settore tecnologico, sanitario, alimentare e in quasi tutti i settori dei consumi di base i dividendi dovrebbero essere più sicuri.
Dalla tabella vediamo che il miglior fondo Global Equity Income sull’orizzonte temporale di tre anni è il BL-Equities Dividend, che risulta essere il più performante anche da inizio anno. Considerando la performance del solo mese di aprile, invece, emerge la strategia del fondo M&G (Lux) Global Dividend, che è anche il fondo più grande della selezione in termini di asset under management (Aum).
Oltre al fondo di M&G guidato da Stuart Rhodes, sono tre gli altri fondi che nel mese di aprile sono andati in doppia cifra: LUX IM BlackRock Global Dividend, Fonditalia Equity Global High Dividend e MainFirst Global DividendStars. Di questi, però, nessuno è riuscito a recuperare il terreno perso da inizio anno dovuto al crollo dei mercati di febbraio e marzo con il coronavirus.
La classificazione per Sharpe ratio e Alpha di fatto riflette quella dei rendimenti, a significare che questi ultimi sono stati sostanzialmente allineati alla volatilità che hanno generato. In termini di Beta – il rischio di mercato – le strategie con l’indicatore più alto sono quelle di M&G e MainFirst.
“Per il 2020, i dividendi del primo trimestre sono stati già pagati, per cui l’intero impatto tra massimi e minimi si vedrà presumibilmente intorno ai prossimi dodici mesi”, analizza Ben Lofthouse, co-manager del Global Equity Income di Janus Henderson. “In molti casi le variazioni delle politiche di dividendi riflettono l’impossibilità di prevedere quando la situazione tornerà normale, ma un fattore nuovo da considerare è il rapporto tra il supporto governativo e il comportamento delle società. In certi casi, le variazioni dei dividendi, insieme al taglio dei compensi dei dirigenti, sono la conferma o la richiesta che è necessario che gli azionisti prendano parte all’intervento della società in risposta al Covid-19”.
Di fatto nel 2019, più di due quinti dei dividendi mondiali erano distribuiti da settori difensivi, che saranno relativamente al riparo dalla recessione. Altri due quinti sono pagati da società più sensibili economicamente che stanno affrontando tagli effettivi o potenziali, mentre per il rimanente quinto l’impatto sarà misto.
“Sia il settore che la posizione geografica stanno avendo un impatto significativo sulla possibilità di pagare i dividendi, il che ovviamente evidenzia il valore di un approccio globale all’investimento nel reddito – chiosa Lofthouse -. La diversificazione in un’ampia varietà di territori è estremamente valida, e gli investitori realizzano una diversificazione settoriale decisamente migliore pensando globalmente, piuttosto che concentrandosi su singoli paesi o regioni”.
Gli investitori hanno avuto un atteggiamento reticente verso i prodotti dal profilo di rischio più aggressivo, nonostante siano stati questi ad aver messo in luce performance migliori
I gestori del comparto mantengono una view cauta su come i governi affronteranno la crisi Covid-19. A livello strategico prevalgono le scommesse sui singoli Paesi dell’area, Germania e Italia su tutte
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