Fed, Powell contro maxi-recessione Usa: “Agiremo in modo forte e aggressivo”
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Le agenzie di rating non sono infallibili e nel loro operare spesso c’è un conflitto di interessi implicito. Lo dice a FocusRisparmio Manuel Pozzi, investment director di M&G Investments Italia, nel commentare la raffica di downgrade che sta interessando non solo gli Stati sovrani (è il caso, purtroppo, dell’Italia), ma anche numerose aziende europee con problem di liquidità o nei casi più estremi solvibilità.
“Fallimenti e declassamenti sono in aumento, ma questo è già nei prezzi. In fasi come queste occorre conoscere le aziende evitando quelle che non riusciranno a superare la crisi”, spiega Pozzi.
Il ruolo di un esperto, in casi come questi, gioca un ruolo fondamentale. Ecco come la pensa il direttore degli investimenti di M&G Investments Italia.
I titoli di stato tedeschi sono cari, tranne i titoli inflation linked che offrono una duplice “opzione”: quella di asset rifugio e quella di scontare un’inflazione bassissima per molti anni, il che non è così sicuro. In Europa troviamo valore nei titoli HY, mentre negli Usa nei titoli BBB.
Probabilmente i governi in Europa e negli Usa faranno il necessario ma per gradi e con ritardi. Questo porterà a un aumento dei debiti pubblici in un periodo di forte recessione. Per rendere sostenibile questa situazione occorreranno misure per migliorare la crescita potenziale, ovvero meno burocrazia e sprechi, specie in Italia.
Fallimenti e declassamenti sono in aumento, ma questo è già nei prezzi. In fasi come queste occorre conoscere le aziende evitando quelle che non riusciranno a superare la crisi. I settori più a rischio nell’HY sono energy e trasporti, come compagnie aeree e crociere. Ma in periodi di forte crollo dei prezzi si creano grandi opportunità, da cogliere con gradualità e selezione.
La Bce sta tranquillizzando gli investitori che continuerà ad accettare Btp come collaterale, a rischio declassamento anche se per ora restano in area IG. Gli HY europei hanno poca esposizione al settore energy e sono arrivati a prezzare moltissimi fallimenti a marzo, forse fin troppi.
Il mercato HY è passato dal prezzare un “Armageddon”, a prezzare una situazione molto difficile, ma non proprio estrema. Lo spread è sceso dall’11% del 23 marzo a livelli più vicini al 7/8%. Per una discesa sostanziale dello spread, diciamo in area 4%, occorrerà potersi lasciare alle spalle le grandi incertezze legate alla pandemia.
Le emissioni scarseggiano se manca la domanda, possibile in caso di sviluppi negativi del virus. Occorre investire seguendo un duplice approccio: sfruttare le opportunità e mantenere una fetta di portafoglio liquida e liquidabile anche in situazioni di stress. Nell’ambito corporate bond, i CDS sugli indici forniscono discreta liquidità anche in fasi critiche.
Certo, spesso queste cercano di migliorare il bilancio e riacquisire lo status di IG. Di solito quando avviene il declassamento i prezzi hanno già scontato quel rischio. Chi compra poco dopo il declassamento può fare ottimi affari, anche se non sempre le aziende migliorano le proprie sorti. Occorre conoscere le singole aziende e diversificare.
Rispetto al passato sono più solerti nell’adeguare i propri giudizi. Ma non ci si può fidare totalmente: non sono infallibili e sussistono conflitti di interesse in taluni casi. È importante guardare il rating ufficiale, confrontarlo con la propria analisi del rischio di credito e con quanto il mercato sta già prezzando. Sono in arrivo molti declassamenti: le agenzie non possono prevedere tutto!
