Outlook 2020, il gestore scarica IT e automazione e sposa approccio attivista
“Siamo intervenuti in EssilorLuxottica per proporre amministratori indipendenti nel board”, spiega il country head per l’Italia di Comgest
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Schroders accelera nel processo di integrazione dei principi Esg nei suoi investimenti e detta le direttrici di sviluppo strategico del business per il prossimo anno.
Fra gli obiettivi da raggiungere Peter Harrison, group chief executive del gruppo, cita la riduzione delle emissioni di CO2 delle operazioni globali del gruppo e il potenziamento dei fondi alternativi (clicca qui per approfondire l’intervento dei gestori specializzati nel comparto private asset).
“Abbiamo messo in atto un forte impegno nella sostenibilità”, spiega Harrison nel corso della International Media Conference 2019 di Londra e aggiunge che “le misure che Schroders mette in atto per ridurre il suo impatto ambientale vanno dall’eliminazione della plastica monouso alla compensazione delle emissioni inquinanti”.
Schroders vuole allineare il suo business all’Accordo di Parigi del 2015: “Crediamo sia la cosa giusta da fare per poter garantire ai nostri clienti e agli azionisti performance finanziarie sostenibili nel lungo periodo”, afferma il Ceo.

Un momento di confronto sull’economia globale durante la “International Media Conference 2019” di Schroders
La kermesse annuale di Schroders è stata occasione anche per tracciare gli outlook sui mercati finanziari in vista del nuovo anno. La view base della casa di gestione prevede il protrarsi del contesto di tassi d’interesse ancora bassi: “Ci aspettiamo che i tassi di interesse reali restino bassi, l’1-3% al di sotto dei livelli pre-crisi”, spiega Charles Prideaux, global head of investment di Schroders, nel corso del suo intervento.
Per quanto riguarda la crescita economica globale, essa continuerà a essere osteggiate da due forza contrarie: la crescita dei populismi a livello planetario e una tendenza demografica che peserà sul pil di diversi Paesi.
“Il populismo continuerà a impattare sul sentiment dei mercati nel 2020”, sottolinea Prideaux, che ricorda al pubblico la delicatezza degli appuntamenti elettorali in Gran Bretagna e Usa e menziona, fra le altre cause, un trend demografico non favorevole alla crescita economica.
“La demografia sfavorevole implica che la crescita del pil resterà debole, nonostante un miglior incremento della produttività nei mercati sviluppati”, ragiona il direttore degli investimenti. Purtroppo, però – conclude Prideaux -, la pressione inflazionistica resta limitata e i tassi reali resteranno bassi.
La conseguenza implicita di queste aspettative appare logica: rendimenti più bassi per tutte le principali asset class. “Fatta eccezione per i mercati emergenti, ci aspettiamo che tutte le aree geografiche registreranno rendimenti più bassi nei prossimi dieci anni rispetto agli ultimi dieci”, conferma il manager che valuta troppo ottimista l’atteggiamento di alcuni operatori.
“Gli investitori restano eccessivamente ottimisti nelle loro attese di ritorni nei prossimi cinque anni. Nonostante i risultati aziendali abbiano potenziale per crescere, le valutazioni oggi sono sfidanti”, chiosa Prideaux.
