Paul (Mfs): “Guardate il ciclo degli utili non quello economico”
Trade war? Fed? Tassi d’interesse? “È solo rumore di fondo. Per estrarre alpha bisogna ricondurre tutto a fattori fondamentali”
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Una recessione nei prossimi cinque anni sembra inevitabile. Ne sono convinti Peter van der Welle e Jaap Hoek, strategist e portfolio strategist di Robeco, secondo cui assumere dei rischi in un contesto di ciclo avanzato potrebbe essere premiante in una prima fase, ma diventerà sempre più impegnativo con il passare del tempo. “Su un orizzonte quinquennale – affermano i due esperti – ci aspettiamo che i rendimenti delle diverse asset class rimangano al di sotto delle rispettive medie storiche. Per chi investe in euro l’outlook relativo non è tuttavia negativo, soprattutto se l’obiettivo dell’investitore è battere la liquidità: le diverse classi di rischio presentano infatti delle prospettive migliori rispetto ai rendimenti attesi della liquidità, che insieme ai titoli di Stato europei dovrebbero registrare le performance più deludenti. Per gli investitori statunitensi le prospettive del rendimento assoluto sono più rosee, dato che secondo le nostre previsioni beneficeranno di un apprezzamento delle valute estere e del carry positivo garantito dai differenziali dei tassi di interesse”.

Secondo van der Welle e Hoek, è infatti possibile che i tassi a breve termine siano superiori alla fine dell’orizzonte quinquennale rispetto ai valori attuali, ma nel loro scenario di base non prevedono grandi interventi da parte delle banche centrali. “Uscire dalla trappola della liquidità in cui liquidità e obbligazioni sono di fatto sostituti sarà difficile, e il QE complicherà ulteriormente la situazione dato che non sta rilanciando l’inflazione – avvertono -. E potrebbe rivelarsi necessario un nuovo ‘whatever it takes’ per invertire la tendenza, e non da parte di un banchiere centrale ma piuttosto da una figura inattesa: il governo tedesco, attraverso lo stimolo fiscale. Certo sembra improbabile, ma un deficit fiscale da parte della Germania (o di altri Paesi core dell’area euro) aumenterebbe l’offerta e il flottante del mercato dell’obbligazionario AAA e spingerebbe verso l’alto i premi a termine”.
“Questo favorirebbe anche una sinergia tra politiche monetarie e fiscali, dato che una maggiore offerta di obbligazioni diminuirebbe i limiti tecnici di implementazione del QE, come il capital key e i limiti agli emittenti. Prevediamo un rendimento negativo pari a -1,5% per i titoli di Stato di alta qualità dell’area euro nei prossimi cinque anni. Negli Stati Uniti ci aspettiamo un aumento dei rendimenti: l’inflazione supererà il 2% e i Treasury andranno oltre il 3%. Tuttavia, con il prendere piede dell’inflazione, questo trend si invertirà. I Treasury offriranno agli investitori circa il 3% in dollari, pari a un premio dell’1,4% rispetto alla liquidità, il che li rende una delle asset class più interessanti per i prossimi cinque anni”, concludono gli esperti di Robeco.
Di parere diverso Joseph Little, global chief strategist di Hsbc Global Asset Management, secondo cui l’ossessione del mercato per una recessione imminente è eccessiva ed è anzi il caso di approfittarne. “Ci troviamo in una fase di rallentamento del ciclo economico – spiega -: crescita e rendimenti sono sotto pressione ma non ancora compromessi. Il mercato del lavoro a livello globale e il settore dei servizi rimangono solidi. È comunque un mercato rialzista in un contesto pessimista e le nostre caute prospettive macroeconomiche sono relativamente ottimiste. Una strategia di investimento che predilige gli asset rischiosi ma con un approccio cauto è l’opzione più sensata per gli investitori”.
Per lo strategist, dal momento che la differenza di valutazione tra obbligazioni e azioni rimane ampia, c’è un potenziale al rialzo da catturare, stando attenti a non prolungare eccessivamente l’esposizione al rischio date le incertezze di mercato: “Le preoccupazioni politiche e i timori rispetto alla recessione hanno infatti bloccato il rialzo del mercato azionario globale, asset class nella quale siamo sovrappesati”, assicura.
Nel dettaglio delle aree geografiche, l’esperto di Hsbc Global Asset Management ritiene che il mercato Usa possa incorporare la media di un doppio scenario: da un lato una prospettiva in cui l’economia continua a crescere a un ritmo ragionevole; dall’altro una in cui i rischi di downside si concretizzano e la Fed abbia bisogno di tagli aggressivi. Per l’Asia intravede invece una stabilizzazione e un miglioramento: “Al momento, siamo sovrappesati nel mercato obbligazionario corporate asiatico. I rendimenti futuri risk-adjusted continuano ad essere interessanti negli high yield asiatici e riteniamo che gli investitori possano essere ben ricompensati per tali rischi”, spiega.
Infine l’Europa. “Continuiamo a registrare un risk premium molto negativo per le obbligazioni europee. In Europa gli investitori sono fortemente penalizzati quando si assumono il rischio di duration, anche in presenza di tassi di interesse negativi – conclude Little -. Poiché Draghi ha annunciato il mese scorso una ripresa del Qe, riteniamo che le politiche dedicate al settore bancario siano un’importante innovazione. Se la Bce fosse in grado di fornire un ulteriore alleggerimento monetario e contemporaneamente ridurre il costo del capitale per il settore bancario, allora le probabilità di successo delle politiche aumenterebbero materialmente. Tuttavia, anche in questo caso, una crescita modesta e un lento aumento delle pressioni sui prezzi è probabilmente la migliore condizione che si possa attendere per il momento”.
