Finanza per la crescita: come far ripartire l’economia reale
Gli operatori sono alla ricerca del meccanismo più congruo per mettere in moto il risparmio improduttivo e portarlo verso l’economia reale
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Il contesto di tassi d’interesse ultra bassi o sotto lo zero e la caccia ai rendimenti sta spingendo gli investitori di tutto il mondo a considerare il così detto “premio per l’illiquidità” dato dagli investimenti in asset privati.
“Ci aspettiamo che il peso degli investimenti in private asset nei portafogli degli investitori sia destinato a crescere nei prossimi 3-5 anni. È una tendenza globale”, ha detto Georg Wunderlin, global head of private assets di Schroders, nel corso della International Media Conference 2019 di Londra.
“Guardare oltre il novero delle attività quotate permette agli investitori di focalizzarsi su una maggior diversificazione e da accesso a vie alternative per generare alpha nei portafogli”, spiega l’asset manager.
La ricerca ‘Schroder International Investor Study’ ha dato evidenza che oltre la metà degli investitori istituzionali prevede di aumentare le proprie allocazioni in attività private nei prossimi tre anni. Dai numeri emerge che saranno soprattutto gli operatori nordamericani (58%) e asiatici (50%) a fare da pionieri lungo questo nuovo percorso.
Fra i motivi che stanno spingendo gli investitori a fare questo cambio di prospettiva – spiega la ricerca di Schroders -, c’è la prospettiva di un maggior rendimento: il 69% degli intervistati prevede ritorni sugli investimenti in private asset superiori al 5%.
Raggiungere queste percentuali è possibile? Si, ma a patto che il cambiamento coinvolga anche le prospettive d’investimento dell’investitore. “La più grande sfida in questo settore è far comprendere agli operatori che investire in private asset implica un orizzonte d’investimento lungo, certamente superiore a quanto richiedono i public markets”, commenta Wunderlin.

Accedere al mercato degli asset privati nel futuro non sarà appannaggio dei soli clienti istituzionali. La visione di Schroders su questo fronte è chiara: “Tipicamente gli investimenti in private equity sono considerati fuori dalla portata della stragrande maggioranza degli investitori non istituzionali. Secondo noi i tempi sono maturi per cambiare questa logica: prevediamo che in futuro questa classe di attività possa esser accessibile a una platea di investitori sempre più ampia”, ha spiegato Tim Creed, head of investments Europe per Schroders Adveq.
“I portafogli investiti in private asset possono essere fatti su misura a seconda delle esigenze di ciascun cliente per incontrare le sue specifiche esigenze. I mercati privati da questo punto di vista offrono un universo d’investimento molto vasto che può servire un’ampia gamma di profili rischio-rendimento, correlazioni e flussi di cassa”, conclude Wunderlin.
