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Ne hanno parlato Rosti (Vanguard), Bisognani, (Banca Sella) e Carnevale Maffè (Sda Bocconi) durante il convegno “L’innovazione delle strategie di investimento” organizato da Ascosim
La consulenza personale continuerà a detenere un ruolo significativo. Tradotto: da soli i robo-advisor non saranno sufficienti. È questo, in estrema sintesi, quello che è emerso durante il convegno “L’ innovazione delle strategie di investimento” che ha visto tra i partecipanti Simone Rosti, head of Italy di Vanguard, Gianluca Bisognani, co-general manager & deputy ceo di Banca Sella e Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente della Sda Bocconi school of management. A moderare Massimo Scolari, presidente di Ascosim. L’incontro, organizzato da Ascosim, si è tenuto nell’ambito del quarto convegno Robo Advisors e dintorni sul tema Digitalizzazione e IA nel servizio di consulenza.
Bisognani si sofferma sul rapporto tra tecnologia e consulenza: “In linea generale – spiega il co-general manager di Banca Sella – il mercato ormai ha metabolizzato la necessità della tecnologia che è sempre più economica e veloce rispetto al passato ed è diventata fruibile per tutti”.
Inoltre, la tecnologia, rappresenta “un supporto per il consulente, lo fa essere più efficiente, più efficace e sempre reperibile, ma soprattutto serve al cliente per beneficiare di un servizio sempre più capillare. Il modello ibrido, tra consulenza e tecnologia, è il dominante in Italia. Ed è un bene, perché la tecnologia di cui siamo sostenitori, è uno strumento di sviluppo ma non è lo strumento per cambiare il mercato”.
In definitiva “la tecnologia non è più un problema, la questione è diventata il modo di porsi rispetto agli interlocutori: ovvero la gestione della fiducia. Quando si parla di soldi c’è l’aspetto emotivo da considerare. È indispensabile la presenza umana nei confronti del nostro investitore. Ecco perché c’è stata una grandissima rinascita del ruolo del call center o del customer care in generale, in modo che ci sia sempre qualcuno disponibile ad ascoltare il cliente”.
Simone Rosti si è soffermato a lungo sugli obiettivi di Vanguard, il colosso americano che si presenta per la prima volta sul mercato italiano e fa della tecnologia la sua carta vincente. “La missione di Vanguard – spiega Rosti – è abbassare i costi per gli investitori e ridurre la complessità. Per noi l’investitore privato rappresenta il principale obiettivo. In Italia, inizialmente, lavoreremo con gli investitori istituzionali, gli intermediari finanziari e in ultima istanza con gli investitori privati”.
Inoltre, aggiunge Rosti, in Italia “ci occuperemo anche di educazione finanziaria nei confronti delle clientela privata così come stiamo facendo in Gran Bretagna, dove grazie alla piattaforma Personal Investor, dedicata alla clientela retail, abbiamo raccolto circa un miliardo in un anno di attività”.
Per il futuro conferma che “Vanguard quoterà dei prodotti su Borsa Italiana”.
A conclusione del convegno, il professor Maffè ribadisce che “il mestiere del consulente avrà sempre bisogno dell’intelligenza umana e avrà necessariamente bisogno di dati, quindi di tecnologia. Il problema non è essere sostituiti da macchine stupide ma è quello di trovare un lavoro intelligente da esseri umani in relazione ad altri esseri umani”.