Esg, Morningstar sale in cattedra: ecco promossi e bocciati
La società di ricerca assegna i voti agli asset manager, ecco i più virtuosi. “Quando si parla si sostenibilità Attivo è meglio di Passivo”
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Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Marzo – Aprile 2021 |
Fondo sostenibile, fondo a basso rischio legato a fattori ambientali, sociali e di governance, fondo low carbon o strategia Esg di eccellenza. Tra queste definizioni e classificazioni c’è il pericolo di perdere la bussola. Eppure, le distinzioni sono importanti. Una cosa è dichiararsi “sostenibili”, un’altra è esserlo veramente.
Il regolamento Sfdr (Sustainable finance disclosure regulation), che è stato adottato il 10 marzo, ha introdotto obblighi di trasparenza relativi alle modalità di integrazione dei fattori e dei rischi Esg nei processi aziendali e nella gestione dei prodotti, creando un quadro di riferimento comune per classificare i fondi. Tuttavia, solo l’analisi del portafoglio, dei processi di investimento e delle risorse dedicate dalle società di gestione può permettere una valutazione della sostenibilità dei diversi strumenti finanziari.
Prendiamo il caso del rischio Esg. Un investitore potrebbe essere interessato a conoscere l’impatto finanziario materiale dei fattori ambientali, sociali e di governance, indipendentemente dal fatto di avere fondi con mandato sostenibile. Per questa ragione, il Morningstar Sustainability rating (o globi) viene calcolato per tutti i fondi che ne abbiano i requisiti, compresi quelli tradizionali. Il giudizio si basa sull’Esg risk rating di Sustainalytics (società del gruppo Morningstar), per le singole società.
Distribuzione del Morningstar Susatinability Rating
Questo indicatore misura il grado in cui il valore economico di un’impresa potrebbe essere a rischio a causa di questioni ambientali, sociali o legati al governo societario. Si tratta del rischio non gestito, che si ottiene una volta dedotta dall’esposizione totale ai rischi la parte che l’azienda sta effettivamente gestendo. La scala va da 0 a 100, dove i punteggi sopra 40 indicano un livello “severo”. I globi vengono assegnati all’interno delle Global category di Morningstar, in una scala che va da uno (alto rischio Esg) a cinque (basso rischio Esg). Il calcolo avviene sulla base del punteggio di sostenibilità storico del portafoglio (12 mesi di osservazioni) e solamente se almeno il 67% degli asset è coperto dalla ricerca di Sustainalytics.
La ricerca Morningstar ha dimostrato che i fondi sostenibili tendono a gestire meglio il rischio Esg. Nel 2020, più del 72% dei comparti europei sostenibili aveva 4 o 5 globi, contro un terzo dell’intero universo. Lo studio dimostra che anche i fondi che hanno cambiato politica di investimento in ottica Esg hanno un buon rating, ma non come quelli sostenibili esistenti.
I fondi sostenibili sono i più allineati alla transizione verso un’economia low carbon? L’analisi Morningstar basata sulla Low carbon designation sembra avvalorare questa ipotesi. La designazione viene attribuita ai comparti con un basso rischio carbon e una ridotta esposizione alle fonti fossili. Nelle principali categorie, tra cui gli azionari Europa, internazionali, USA ed emergenti, i prodotti Esg con Low carbon designation sono in percentuale maggiore rispetto a quelli che l’hanno ottenuta nell’universo tradizionale.
Fondi europei con low carbon designation
Un diverso tipo di analisi riguarda la ricerca delle migliori strategie sostenibili e delle società di gestione più impegnate in questo campo. Morningstar lo ha definito Esg Commitment level e la scala di valutazione prevede quattro livelli di giudizio (dal migliore al peggiore): leader, advanced, basic e low, che si applicano sia ai fondi sia alle case di investimento.
Ad esempio, i comparti leader dal punto di vista Esg hanno risorse adeguate per integrare tali criteri nel processo di investimento e programmi trasparenti e consolidati di engagement e proxy vote. Analogamente, i gestori leader sono quelli che hanno una chiara e articolata filosofia e politica Esg, che si riflette in risorse dedicate adeguate e in processi di investimento che incorporano la sostenibilità per tutte le classi di attività (e/o almeno il 75% degli asset gestiti). Queste sgr hanno anche solidi processi di azionariato attivo. All’opposto, il livello “low” viene assegnato alle case che non integrano i fattori Esg nella loro attività o lo fanno in misura limitata.
Da una prima analisi dell’Esg Commitment level di 107 strategie europee, è emerso che le 77 classificate come sostenibili rispettano in larga parte il loro mandato. 19 dei 77 casi esaminati da Morningstar sono Leader e 37 Advanced (insieme rappresentano il 72,7% del totale).
Nessuno è nella categoria di giudizio più bassa, ma 21 ottengono una designazione Basic, che indica una integrazione della sostenibilità solo parziale. Tra i comparti tradizionali, nessuno è Leader. Questi risultati andranno confermati su un campione più ampio.
*Editorial manager di Morningstar
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