Esg, Morningstar sale in cattedra: ecco promossi e bocciati
La società di ricerca assegna i voti agli asset manager, ecco i più virtuosi. “Quando si parla si sostenibilità Attivo è meglio di Passivo”
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Novembre può ormai essere considerato il mese della sostenibilità in Italia, grazie ai numerosi appuntamenti della Settimana Sri, promossa dal Forum per la finanza sostenibile, e alla crescente attenzione del mondo della finanza per queste tematiche. L’industria dei fondi socialmente responsabili è in forte espansione in tutto il mondo e non sembra risentire della crisi generata dalla pandemia di Covid19.
Secondo le statistiche Morningstar, nel terzo trimestre i flussi netti globali sono aumentati del 14% rispetto ai tre mesi precedenti, toccando gli 80,5 miliardi di dollari (tutti i dati comprendono i fondi e gli Etf). Nello stesso periodo, il patrimonio netto è salito del 19% a 1.258 miliardi. L’Europa continua a dominare il segmento, ma ha catturato una fetta leggermente più piccola della raccolta globale (il 76,6% contro l’86% del secondo trimestre) perché si fanno strada altre regioni. Gli Stati Uniti rappresentano circa il 12% e a luglio avevano già superato l’intero ammontare fluito nel 2019. E’ in crescita anche il dato di Canada, Australia, Nuova Zelanda e Asia (+9,1 miliardi contro i +0,48 del periodo aprile-giugno).
Flussi trimestrali nei fondi sostenibili a livello globale (in miliardi di dollari)
La raccolta nel trimestre è stata alimentata dal continuo interesse degli investitori per le problematiche ambientali, sociali e di governance (Esg). La crisi generata dal Covid19 ha sottolineato l’importanza di costruire modelli di business sostenibili e resilienti, che tengano in considerazione tutte le parti coinvolte e non solo gli azionisti, il cosiddetto stakeholder capitalism. Inoltre, le analisi Morningstar rivelano che i fondi con mandato socialmente responsabile hanno mediamente ottenuto rendimenti migliori durante la prima ondata pandemica in primavera, convincendo sempre più i sottoscrittori che non esiste una penalizzazione quando si sceglie questo tipo di strumenti.
Le statistiche dei prossimi mesi ci diranno qual è stato l’impatto della seconda ondata sull’industria del risparmio gestito. Quello che è certo ad ora è che i fondi sostenibili si sono ripresi velocemente dallo shock di marzo. Il patrimonio globale ha riconquistato quota mille miliardi di dollari già nel trimestre successivo (+26%) ed è ulteriormente salito del 19% a fine settembre.
Patrimonio netto dei fondi sostenibili a livello globale (in miliardi di dollari)
L’Europa è il mercato più sviluppato negli investimenti sostenibili e detiene oltre l’80% delle masse globali, grazie a una storia più lunga in questo segmento e all’evoluzione della regolamentazione. Negli Stati Uniti, il settore ha sfidato i venti contrari dell’amministrazione Trump, ma la situazione dovrebbe cambiare con il neo-eletto presidente. “Ci aspettiamo che il quadro normativo migliori sensibilmente con Biden”, commenta Jon Hale, direttore della ricerca sulla sostenibilità di Morningstar in America. “L’investimento sostenibile sta diventando mainstream negli Stati Uniti. L’interesse degli investitori è alto, i fondi attraggono flussi a tassi record e i gestori incorporano sempre più le considerazioni Esg nei processi di costruzione dei portafogli”.
Lo stato di salute dell’industria dei fondi sostenibili si vede anche nel lancio di nuovi prodotti. Nel mondo hanno debuttato 166 strumenti nel terzo trimestre contro i 153 del secondo, superando il record di 159 del quarto trimestre 2018. Oggi ci sono 3.774 fondi Esg a livello globale, di cui 2.898 nel Vecchio continente. Negli Stati Uniti se ne contano 367 in tutto. In parte la differenza tra le due regioni si spiega con le caratteristiche dei mercati, con il Vecchio continente che ha un universo più ampio anche tra i fondi tradizionali. Oltreoceano, le nuove strategie hanno un mandato sostenibile più ampio, mentre in Europa il tema ambientale è stato tra i più popolari (il 26% dei lanci nel terzo trimestre). In particolare, è sempre più numeroso l’universo dei fondi allineati con i target dell’Accordo di Parigi (Cop21), basati sulle linee guida dell’Unione europea per i benchmark climatici.
L’universo analizzato da Morningstar comprende i fondi ed Exchange traded fund (Etf) che dichiarano nei documenti informativi di utilizzare i criteri Esg come componente fondamentale della selezione dei titoli e/o indicano di perseguire temi legati alla sostenibilità o di generare un impatto positivo accanto ai ritorni finanziari. Non sono considerati quelli che si limitano solo ad attuare l’esclusione di determinati fattori o che fanno un generico riferimento ai fattori Esg.
*Editorial manager di Morningstar
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