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La società di ricerca assegna i voti agli asset manager, ecco i più virtuosi. “Quando si parla si sostenibilità Attivo è meglio di Passivo”
Quella di dichiararsi attenti ai principi di sostenibilità è ormai una tendenza stabile all’interno del mondo degli investimenti. D’altronde le case di gestione hanno capito che la sensibilità degli investitori verso il tema, nelle sue diverse declinazioni, è in costante crescita.
Tutti vogliono essere Esg, ma quanti professionisti della gestione del risparmio lo sono davvero?
“L’interesse nei confronti degli investimenti Esg è in crescita e i gestori stanno cercando di rispondere in modo diverso. Alcune società d’investimento stanno muovendo i primi passi nell’adozione di un approccio sostenibile e non è possibile stabilire se i loro sforzi saranno duraturi o convincenti. Altre hanno già raggiunto alcuni traguardi, ad esempio definendo un approccio chiaro e dedicando risorse ad hoc, ma il loro trascorso in termini di azionariato attivo lascia ancora a desiderare. Altre ancora preferiscono concentrarsi esclusivamente sugli aspetti finanziari”, illustra Hortense Bioy, direttore della ricerca sulla sostenibilità per Morningstar Emea e Apac.
La società di ricerca e rating fondi ha lanciato un nuovo indicatore che aiuta gli investitori a capire quali sono gli asset manager che hanno veramente incorporato i fattori Esg all’interno delle loro strategie di investimento.
“I nostri analisti di ricerca hanno elaborato valutazioni su 107 strategie e 40 gestori. In futuro, valuteremo il grado di impegno di altri fondi e gestori rientranti nell’universo coperto da Morningstar”, spiega Bioy.
Nel valutare l’impegno Esg di un’azienda, gli analisti di Morningstar approfondiscono queste ed altre tematiche, suddividendole in tre macrocategorie a livello societario: Filosofia e processo (40% dell’Esg Commitment Level for Asset Managers), Risorse dedicate (30%) e Azionariato attivo (30%). Il punteggio complessivo di un’azienda aiuta quindi gli analisti ad assegnare i gestori ad uno dei quattro livelli previsti: Leader, Advanced, Basic e Low.
Secondo i risultati della ricerca condotta sulla base di questi nuovi criteri, anticipati in esclusiva dalla testata inglese Ignites Europe (gruppo Financial Times), Morningstar ha inserito Vanguard, Fidelity Investments, la società di asset management che opera esclusivamente negli Usa, e Lyxor nella categoria dei gestori con il più basso livello di impegno (‘Low’) nei confronti dei fattori ambientali, sociali e di governance.
Sul fronte opposto, la società di rating dei fondi classifica a livello ‘Leader’ sei asset manager – fra questi Robeco, Stewart Investors e la controllata di Eaton Vance Calvert – per i quali “l’approccio Esg è il fulcro della loro identità”, si legge nel report.
Fra gli altri nomi attivi in Italia, Axa Investment Managers, Schroders e NN Investment Partners sono tra le aziende che rientrano nel livello ‘Advanced’ per l’impegno Esg. BlackRock, DWS e Pimco sono tre dei 12 asset manager a cui è stato assegnato un rating ‘Basic’.
In totale, dei 107 fondi valutati, 19 sono stati inseriti nel livello Leader, mentre 37 hanno ricevuto un rating Advanced. Circa 28 sono rientrati nella categoria Basic e 23 sono stati valutati Low.
La società di ricerca ha scoperto che le strategie attive “generalmente sono andate meglio” rispetto ai loro concorrenti passivi quando si tratta di impegno Esg. Dei 76 fondi attivi valutati, 45 hanno ottenuto un rating Leader o Advanced. Sul fronte opposto, 11 strategie passive su 31 sono state classificate come Advanced, nessuna classificata come Leader.
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