Usa, il decennale sta per toccare il picco
Mentre la Fed si trova nel bel mezzo di una fase rialzista, il ciclo economico Usa si sta invece esaurendo, il che lascia pensare che l’economia decelererà, nonostante l’espansione fiscale
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“Sul fronte macroeconomico, riteniamo che la crescita degli Stati Uniti continuerà, con una modesta decelerazione nel 2019 che dovrebbe impedire un più pericoloso surriscaldamento dell’economia”. Questa è la previsione sullo stato di salute dell’economia americana di Kenneth J. Taubes, cio of Us investment management di Amundi.
“La crescita dei consumi personali e l’elevata fiducia delle imprese – spiega l’esperto – continuano a essere i principali motori di questa solida fase economica. Finora le tariffe sembrano avere minimi impatti sull’economia complessiva, con effetti forse più pronunciati sui margini aziendali. Qualsiasi impatto significativo potrebbe non essere avvertito fino a 2019 inoltrato”.
Dopo le elezioni di midterm potrebbero emergere due possibili scenari. “Il primo – argomenta l’economista – consiste nella formazione di un governo diviso, il quale porterebbe a una legislazione molto poco significativa. Il secondo è costruttivo e caratterizzato da ambiti di convergenza tra Trump e la leadership democratica in Parlamento (spese per le infrastrutture)”.
“Riteniamo, tuttavia – continua l’analista – che il quadro economico generale rimarrà sostanzialmente invariato. L’attenzione verterà invece sulla Federal Reserve, in quanto le ipotesi più significative sull’outlook prevedono un graduale irrigidimento delle condizioni di politica monetaria senza un brusco aumento dei tassi di interesse, a fronte di modeste pressioni al rialzo dei salari e dei prezzi. Al momento non si evidenziano grandi squilibri”.
“Di conseguenza, non ci aspettiamo una recessione economica nel prossimo anno, ma è probabile che i mercati diventino più cauti riguardo alle aspettative di crescita per il 2020, dal momento che la decelerazione potrebbe diventare più pronunciata. Sulla base di questo scenario, riteniamo che le asset class statunitensi continueranno ad offrire nuove opportunità per gli investitori globali, i quali dovranno comunque adottare un approccio più selettivo”, conclude Taubes.
