Cina più debole, ma gli stimoli sono in arrivo
Lo stato d’animo generale è amareggiato, fra contrazione delle disponibilità finanziarie, aumento dei prezzi nel settore immobiliare e incremento del livello di indebitamento delle famiglie
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“L’economia cinese è molto indebitata e ha bisogno di utilizzare parte delle risorse finanziarie attualmente investite in treasuries per sostenere il proprio debito interno. Da questo momento i cinesi diventeranno un competitor sui mercati globali per attirare risparmio dall’estero per sostenere il sistema finanziario e l’economia, un meccanismo che rischia di intaccare il dominio del dollaro sui mercati asiatici”. È l’analisi di Maurizio Novelli, gestore del Lemanik global strategy fund.
“Il contesto globale– prosegue l’esperto – si è particolarmente complicato negli ultimi mesi. Il debito americano ha iniziato a subire la morsa dei tassi d’interesse, l’Europa è scossa dai partiti populisti e le economie emergenti sono in evidente rallentamento. Il ribasso dei mercati finanziari è appena iniziato e il trend di lungo periodo è diventato negativo. La curva dei rendimenti americana si invertirà nel corso del primo semestre del 2019, in concomitanza con ampie revisioni al ribasso sulle aspettative dei profitti aziendali. Questo produrrà un netto recupero dei treasuries sulle scadenze a 10 e 30 anni e un cedimento del dollaro con conseguenze positive sull’oro”.
Le borse internazionali “rimarranno in un contesto di alta volatilità per le incertezze sul ciclo dell’economia e per l’intensificarsi dello scontro commerciale con la Cina”.
“Quest’ultima – conclude Lemanik – è molto indebitata e ha capito che i tempi della crescita finanziata con gli avanzi commerciali stanno per finire. Dovendo scegliere tra l’utilizzare le riserve per sostenere il debito interno o quello Usa è ovvio che la priorità diventa la stabilità interna”.
