Azionario Usa, stop agli alti rendimenti
Il premio per il rischio potrebbe appiattirsi o passare addirittura in campo negativo rispetto ai premi nel resto del mondo nell’arco dei prossimi cinque anni
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“Nel primo semestre le azioni delle società statunitensi di piccole e medie dimensioni sono cresciute più del doppio rispetto alle loro omologhe più grandi, e ci sono ragioni fondate per credere che questo sia solo l’inizio. Gli studi sulla storia del mercato azionario statunitense e le attuali condizioni economiche suggeriscono che possa trattarsi dell’inizio di un lungo periodo di sovraperformance”. Questa è la previsione di Nicolas Janvier, gestore azionario Usa di Columbia Threadneedle Investments.
“Nei primi sei mesi del 2018 – argomenta l’esperto – l’indice Russell 2000 ha guadagnato il 7,7% da inizio anno, rispetto al 2,7% messo a segno dall’indice S&P 500. Questa sovraperformance segnala un drastico cambiamento del sentiment, se si considera che nel 2017 le società di minori dimensioni non riuscivano a stare al passo del mercato più ampio”.
“Se le condizioni di fondo rimarranno favorevoli – continua l’economista – potremmo anche trovarci in una fase di svolta per i gestori attivi operanti nell’universo delle small cap degli Stati Uniti, molti dei quali hanno faticato a sovraperformare il benchmark negli ultimi anni. Le correlazioni incrociate nel mercato azionario sembrano diminuire”.
“Se questa tendenza fosse confermata – conclude Janvier, – i gestori attivi avranno più occasioni per sovraperformare i loro concorrenti passivi, in quanto un’efficace selezione dei titoli può rivelarsi vincente in questo contesto”.
