Sell-off Usa, nessuna ragione sostanziale
La causa di questa massiccia ondata di vendite non va ricercata in un singolo catalizzatore, quanto piuttosto in un'ampia serie di rischi, abbinata a un posizionamento estremo
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“Diversificare l’esposizione sull’azionario allontanandosi dall’equity Usa potrebbe essere premiante su un arco di tempo che va da uno a tre anni, dato che la compensazione per il rischio azionario statunitense dovrebbe essere ridotto rispetto al resto del mondo. Su base quinquennale, tuttavia, il mercato azionario Usa dovrebbe recuperare ed allinearsi ai rendimenti azionari globali”. Peter Van Der Welle, strategist di Robeco, analizza le prospettive del mercato azionario statunitense.
“Nel prossimo quinquennio – prevede l’analista – la strada che porta ad alti rendimenti negli Usa appare disseminata di ostacoli. Il mercato del lavoro è saturo e i limiti di capacità che stanno emergendo spingeranno la Fed a continuare nella propria politica monetaria restrittiva per evitare un surriscaldamento dell’economia. Dato che circa l’80% degli utili statunitensi sono generati a livello domestico, andando avanti la redditività delle imprese ne verrà intaccata”.
“In assenza di un significativo miglioramento della produttività – argomenta l’esperto – non sorprenderebbe vedere gli investitori rispondere a questo contesto di crescente incertezza macroeconomica chiedendo un premio per il rischio azionario superiore rispetto al resto del mondo, che andrebbe a ridurre i guadagni in conto capitale rispetto al resto del mondo”.
“Il premio per il rischio azionario degli Usa – continua l’economista – potrebbe appiattirsi o passare addirittura in campo negativo rispetto ai premi nel resto del mondo nell’arco dei prossimi cinque anni. Questo significa che i Treasury diventerebbero protagonisti e diversificare al di fuori dell’azionario statunitense investendo in altre regioni potrebbe essere premiante. L’orizzonte temporale e la path dependency rimangono tuttavia fattori chiave”.
“Per quanto questa volta potrebbe davvero “non essere diverso”, in un mondo in cui gli Stati Uniti continuano a essere la superpotenza finanziaria da battere, il costo-opportunità della diversificazione, uscendo troppo presto dall’azionario Usa, potrebbe essere elevato”, conclude Van Der Welle.
