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“Nel 2017 le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede hanno realizzato una raccolta netta record pari a 39,2 miliardi di euro, con un aumento del 18,9% rispetto al 2016 e del 17,3% rispetto al 2015, anno in cui si era registrato il precedente valore massimo”.
Lo ha affermato Carla Rabitti Bedogni, presidente dell’Ocf (Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari) illustrando alla Camera la Relazione annuale 2017.
Secondo la presidente Ocf “si consolida, pertanto, la dinamica di crescita osservata negli ultimi anni con il raggiungimento del livello di produzione più alto mai rilevato”. Indicazioni positive arrivano anche dai primi dati 2018, con una raccolta netta positiva per il periodo gennaio-aprile, per le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede pari a 10,9 miliardi.
Il 2017 si è intanto chiuso, ha riferito la presidente dell’Organismo, con quasi 56.000 iscritti all’Albo unico (+1,4%), mentre i “primi tre mesi del 2018 sembrano confermare un trend positivo nelle nuove iscrizioni: i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede sono già oltre il numero di 56.300”.
I limiti del Fintech
“È indubbio che la prestazione del servizio per via digitale, prescindendo da un rapporto diretto tra persone, non sarà mai in grado di raggiungere appieno l’obiettivo principale che muove la regolamentazione finanziaria, vale a dire la tutela del risparmio e il servire al meglio gli interessi dei clienti”.
Lo ha affermato Carla Rabitti Bedogni, presidente dell’Ocf (Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari) illustrando alla Camera la Relazione annuale 2017.
Secondo Rabitti Bedogni “solo un confronto intermediario/consulente e cliente è in grado di tutelare realmente il risparmiatore”, rendendolo “consapevole” e supportandolo “nell’assunzione di decisioni di investimento che siano effettivamente conformi alle proprie esigenze”. Il consulente diventa così un “consigliere gestore dell’ansia”.
La sfida della vigilanza
“La sfida più importante in ogni caso sarà l’esercizio delle funzioni di vigilanza sugli iscritti all’albo che conferisce all’Organismo stesso una importante responsabilità istituzionale” ha puntualizzato Rabitti Bedogni.
Ocf ha realizzato un sistema di vigilanza preventiva basato su specifici indicatori di anomalia e la presidente si è augurata che “i dati ricevuti attraverso tale sistema consentiranno di intervenire in modo tempestivo ed efficace sulle situazioni che presentano elementi di pericolo al verificarsi di un illecito”.
Rabitti Bedogni ha inoltre annunciato che “è in dirittura di arrivo il trasferimento definitivo delle funzioni di vigilanza da Consob a Ocf e l’Organismo è molto grato della fiducia riposta dal legislatore nei propri confronti”.
Nel corso del suo intervento in occasione della relazione annuale Ocf il commissario Consob Paolo Ciocca ha infatti garantito, da parte della Commissione, il rispetto dei tempi stabiliti per legge per l’emanazione delle delibere che avviano l’operatività del nuovo Ocf entro il primo dicembre 2018.
“La scelta di attribuire la vigilanza diretta all’Organismo è importante e racchiude il desiderio di responsabilizzare tutti gli attori del mercato”, ha affermato Ciocca. “Per questo Consob, che mantiene la vigilanza di secondo livello, vigilerà su Ocf e sul suo operato applicando un nuovo modello di controllo, molto più simile all’attività di audit” ha affermato Ciocca parlando dell’introduzione di parametri “misurabili e quantificabili sia a livello quantitativo sia qualitativo”.
Anche perché Ocf dovrà garantire un livello di vigilanza “nettamente accresciuto rispetto a quello attuale”, visto anche l’arrivo di nuovi soggetti come i consulenti autonomi e le società di consulenza finanziaria.
Ma Ocf “è impegnato anche sul versante dell’educazione finanziaria”, ha ricordato Rabitti Bedogni, e da questo punto di vista “viene apprezzata l’istituzione del Comitato di coordinamento per l’educazione finanziaria, cui partecipa anche l’Organismo stesso insieme ai rappresentanti delle Autorità di vigilanza di settore”.