Quante occasioni nelle nuove industrie sostenibili
17 luglio 2018
di Laura Magna
2 min
Dall’agribusiness all’ecomobility ma non solo. Le opportunità si trovano anche nella chimica verde, nella smart energy e nella gestione dei rifiuti
Mike Gibb, head of stewardship and sustainable investment di Fidelity International
Cresce l’industria della sostenibilità. Incentivata da un modello di sviluppo economico basato sulla produzione di beni, sull’offerta di servizi e di tecnologie realizzati, appunto, in un’ottica di rispetto dell’ambiente ed efficienza delle risorse. Che nel contempo, offre opportunità di rendimento davvero molto interessanti.
“Ci sono due principali scuole di pensiero quando si tratta della tematica Esg: una incentrata sul ruolo degli investitori nella società e l’altra focalizzata sui rischi e su come mitigarli – spiega Mike Gibb, head of stewardship and sustainable investment di Fidelity International – Noi crediamo che investire in modo sostenibile sia importante per entrambe queste ragioni: è essenziale per accrescere e proteggere i rendimenti nel lungo termine, ma anche perché i mercati finanziari sono tra gli strumenti più efficaci per portare dei cambiamenti positivi nella società”.
Le industrie che consentono di perseguire questo duplice obiettivo (far bene all’ambiente e alla società offrendo rendimenti interessanti) sono diverse: le ha classificate la società italiana di ricerca e consulenza specializzata VedoGreen. Si va dall’agribusiness, la cui evoluzione fa riferimento in termini normativi all’European Technology food for life, che punta in primis a favorire produzioni sostenibili e di qualità, all’ecobuilding (le norme in materia di edilizia prevedono che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano a “energia quasi zero”), all’ecomobility, in cui l’innovazione tecnologica è orientata al soddisfacimento dei requisiti Ue sulle emissioni con l’introduzione di nuovi motori elettrici e dispositivi per la regolazione di potenza e lo sviluppo di infrastrutture e componentistica più efficiente e leggera. Ma non solo, a questi si aggiungono servizi ambientali, chimica verde, soluzioni di illuminazione a led (che hanno un tasso di crescita atteso del 33% nei prossimi 3 anni, secondo Mc Kinsey), per arrivare ai settori più tradizionali della sostenibilità, ovvero smart energy (secondo lo studio di Navigant Research “Energy Storage Systems for Ancillary Services”, il fatturato mondiale degli energy storage systems aumenterà da circa 590 milioni dollari nel 2013 a oltre 3,8 miliardi di dollari nel 2023) e ancora water, Air & Noise Treatment e waste management.
Infine, rientrano in questo variegato comparto le biotecnologie industriali e agricole, tra le più innovative e determinanti per l’aumento della produttività operativa e la diminuzione delle perdite dovute a fattori patogeni, parassiti ed infestanti. L’Ocse ha stimato che nel 2030 il maggior contributo economico delle biotecnologie sarà nel campo delle applicazioni industriali (39% dell’output totale), dell’agricoltura (36%) e della salute (25%). Secondo fonti Ocse, poi, già nel 2030 il 35% delle produzioni chimiche, l’80% di quelle del farmaceutico e il 50% di quelle agricole beneficeranno dell’utilizzo di biotecnologie.
Manuel Noia, country manager Italia di Pictet Asset Management
Insomma un mondo nuovo che cresce a tassi incredibili e che nasconde interessanti opportunità di investimento. “A fine 2017, il mercato ambientale globale valeva ben 2.200 miliardi di dollari, con una crescita annua del 6% – dice Manuel Noia, country manager Italia di Pictet Asset Management – Per quanto concerne il food, tra il 2017 e il 2020 negli Usa è previsto un aumento delle vendite di alimenti biologici di oltre il 30%”. Sotto osservazione dell’asset manager svizzero ci sono, oltre al settore alimentare, anche il waste management, il trattamento dell’aria e dell’acqua e la tutela dell’ambiente sono nel focus della casa svizzera. “L’accordo di Parigi, che ha l’obiettivo di limitare il riscaldamento del pianeta, dimostra l’impegno mondiale nei confronti dei cambiamenti climatici – aggiunge Noia – Si tratta sicuramente di un’opportunità per le società che stanno sviluppando nuove soluzioni per la salvaguardia delle risorse naturali e la riduzione dell’inquinamento e per gli investitori che investono in esse”.
Tra le sfide future per il Comitato di Corporate Governance di Borsa Italiana le tematiche della sostenibilità e l’accesso delle growth companies alla quotazione. Lo riferisce Patrizia Grieco, presidente del Comitato
Il 75% degli investitori è interessato agli investimenti sostenibili, ma la maggioranza ritiene che richiedano un compromesso finanziario. “Si impone da tempo una riconsiderazione degli Sri sia per assicurare che le esigenze degli investitori possano essere soddisfatte, sia per contrastare lo scetticismo attorno al contributo alla performance”, spiega il direttore investimenti Sri del gestore americano.
Integrare criteri di sostenibilità con l’analisi finanziaria tradizionale può avvantaggiare gestori e investitori. I risultati di uno studio europeo su correlazione tra performance azionarie e rating Esg.
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