Tre strategie per un portafoglio sano e felice
Samouilhan (T. Rowe Price): "In un contesto di tassi di interesse divergenti suggeriamo agli investitori di iniziare a considerare seriamente la copertura valutaria"
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“Continua il rally che abbiamo visto sui mercati dall’inizio dell’anno, con il recupero di alcune delle perdite subite nella correzione di fine anno da diverse classi di attività. In effetti, il 2018 è stato uno dei pochissimi anni in cui i rendimenti sono stati praticamente negativi per tutte le asset class. Per il momento, i colloqui commerciali in corso tra Stati Uniti e Cina, una Fed meno aggressiva, lo stimolo cinese e le aspettative che una Brexit no-deal non sia probabile supportano la ripresa della propensione al rischio, ma i timori di crescita non sono scomparsi e il sentiment resta fragile”.
Esty Dwek, senior investment strategist di Natixis Investment Managers, si concentra sulle prospettive di mercato e spiega che “sebbene riteniamo che i fondamentali siano ancora solidi, soprattutto negli Stati Uniti, e che la crescita degli utili resisterà è prevedibile una maggiore volatilità. Non riteniamo ancora che sia giunto il momento di eliminare tutti i rischi dai portafogli, in quanto pensiamo che le attività rischiose riusciranno a macinare di più nei prossimi mesi. Infatti, i mercati stanno già valutando uno scenario molto più negativo per il 2019”.
Per l’esperta “i mercati azionari statunitensi sovraperformeranno nel medio termine, in quanto i mercati europei rimangono impantanati a causa della preoccupazione per la politica (Brexit, Italia, Francia) e il rallentamento della crescita (Germania, Francia, Italia). Tuttavia, le possibilità di ribasso delle attività europee sono più limitate”.
“I differenziali di credito – prosegue l’economista – hanno recuperato parte dell’allargamento in corso dall’inizio del 2018, con un significativo restringimento tra i segmenti, dovuto dal miglioramento del sentiment degli investitori”.
“Nei prossimi mesi non ci aspettiamo un cambiamento significativo in quanto i fondamentali rimangono relativamente sani, ma è giustificata una certa cautela in quanto gli spread rimangono ristretti in una prospettiva di lungo termine, mentre una crescita più lenta potrebbe portare a un allargamento”, conclude Dwek.
