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Si alza il velo sulla bozza del decreto attuativo dei nuovi Piani individuali di risparmio (Pir). Confermato il cambio di rotta sostanziale per il mercato
Tetto di finanziamento a 15 mln per singola Pmi. E obbligo per gli operatori finanziari di acquisire dall’impresa target una dichiarazione che attesti il rispetto dei requisiti.
Sono questi, scrive Il Sole 24 ore, i contenuti principali della bozza del decreto attuativo sui nuovi Piani individuali di risparmio (Pir), quelli che in base alla legge di bilancio, a partire dal 1 gennaio 2019, devono destinare il 3,5% dell’investimento a quote o azioni di fondi di venture capital e il 3,5% alle Pmi quotate all’Aim.
Il decreto risulta all’ultimo esame del Ministero dello Sviluppo economico, dopo la messa a punto del Mef, ma non è ancora chiaro quando sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale.
Sia le Pmi che si quotano all’Aim, sia quelle oggetto di investimento dei fondi di venture capital, prosegue il giornale, non potranno ricevere risorse finanziarie come aiuto per il finanziamento superiori ai 15 mln.
Il testo conferma il cambio di rotta sostanziale per il mercato dei Pir. Infatti una quota complessiva del 7% viene di fatto vincolata alle regole Ue sul capitale di rischio, irrigidendo notevolmente la normativa e le scelte degli operatori rispetto alla filosofia originaria di questo strumento (qui una guida alle principali caratteristiche e differenze di Pir e Eltif, strumenti che molti operatori ritengono più idonei a investire nei segmenti del mercato più illiquidi).
Il mercato: “Decreti difficilmente li rilanceranno”
Intanto, in una nota sulle indiscrezioni circa i decreti attuativi dei nuovi Pir, gli esperti di Equita Sim confermano la loro sensazione – già espressa in una nota successiva al convegno di Assosim della scorsa settimana – che il decreto attuativo non riuscirà a rilanciare le potenzialità dello strumento dati i vincoli troppo restrittivi. Tuttavia gli analisti giudicano positivamente la possibilità di rivedere la normativa a valle del decreto.
Più scettico l’a.d. di Banca Mediolanum Massimo Doris, che sempre la scorsa settimana, a margine del premio ‘Industria Felix’ aveva affermato che il mercato dei pir “è partito molto forte e sta continuando ad andare”, ma “ha rallentato tantissimo per via della nuova legge di bilancio, che ha di fatto bloccato i nuovi pir”.
“Un investitore che voglia fare un nuovo investimento dei pir non lo può fare” ha spiegato Doris. “Se è stato aperto già l’anno scorso si può continuare ad aggiungere investimenti, ma farne uno nuovo oggi non è possibile”, ha precisato. Doris ha spiegato di augurarsi che le norme “vengano riviste al più presto”, dal momento che “se non si sblocca la situazione, per tutto l’anno la massa di investimenti che si rischia di perdere è di qualche miliardo”.