Molesini (Assoreti): “A marzo raccolta positiva. E sulle retrocessioni d’accordo con Esma”
15 aprile 2020
di ALESSIO TRAPPOLINI
3,30 min
Il presidente delle reti di cf rivendica il valore aggiunto della professione e l’attività di protezione del risparmio. “Chi è efficiente avrà spazio per operare e per crescere”
Paolo Molesini
Nonostante la crisi sanitaria da covid-19 i consulenti finanziari mettono a segno una raccolta netta positiva a marzo.
I dati parziali Assoreti anticipati da Milano Finanza – MF evidenziano una raccolta positiva per 3 miliardi di euro lo scorso mese, in leggera flessione rispetto a febbraio quando erano stati 3,2 miliardi a parità di campione.
“Siamo in grado di utilizzare l’intera offerta messa a disposizione da emittenti e produttori per proteggere il patrimonio complessivo degli investitori e cogliere opportunità di investimento, con orizzonti di ampio periodo e portafogli diversificati”, commenta a FocusRisparmio Paolo Molesini, appena confermato per altri tre anni al vertice dell’associazione che riunisce le maggiori reti di consulenza finanziaria del Paese.
Il presidente Assoreti sottolinea il ruolo cruciale della professione in questo momento delicato: “La consulenza è un servizio a valore aggiunto e deve essere remunerata adeguatamente. Per questo motivo è fondamentale e propedeutico a qualsiasi implementazione, che le regole su come costruire i rendiconti siano applicate allo stesso modo in tutti i Paesi Ue”. Ecco l’intervista integrale.
Quali sono state e quali saranno le iniziative più importanti di Assoreti a sostegno dei risparmiatori e delle associate in risposta all’emergenza coronavirus?
È un’industria reattiva, che ha già investito molto in tecnologia; senza indugio, abbiamo ribadito che, nello svolgimento dell’attività di protezione del risparmio, si deve favorire al massimo l’utilizzo delle modalità a distanza, limitando i contatti personali con i clienti ai casi urgenti: da lontano, ma vicini. In prospettiva, abbiamo allo studio una campagna di comunicazione di ampio respiro, su base pluriennale, di forte sostegno all’attività.
Secondo una stima Mediobanca quest’anno le reti più grandi perderanno in media il 40% di raccolta a causa del virus. Lei ritiene questa stima attendibile?
A marzo la raccolta è stata positiva: gli investitori sanno che proteggiamo il risparmio e offriamo opportunità. È ovvio che gli interventi di politica monetaria e fiscale e le azioni di respiro europeo avranno un forte impatto anche sul prosieguo dell’anno. Noi faremo la nostra parte certamente.
A marzo si è chiusa la consultazione Consob su modalità e tempi di rendicontazione ex post dei costi. Mediobanca ha stimato un impatto eterogeneo fra le diverse reti italiane. Qual è la vostra posizione in merito?
L’introduzione di ogni nuova modalità di rendicontazione impegna risorse e comporta modifiche dei sistemi IT che richiedono investimenti a tutti gli operatori. È fondamentale, propedeutico a qualsiasi implementazione, che le regole su come costruire i rendiconti siano applicate allo stesso modo in tutti i Paesi Ue.
Siamo d’accordo: un divieto assoluto di incentivi non migliorerebbe la tutela degli investitori, oggi assicurata dalla prestazione generalizzata della consulenza a tutti gli investitori, mentre investirebbe negativamente i mercati che premiano la relazione virtuosa fra produttori e distributori.
Raccolta reti: numeri incoraggianti a gennaio e febbraio. Marzo sarà giocoforza più sfidante. Voi cosa vi attendete sul resto dell’anno, in particolare con focus sui prodotti del risparmio gestito (link)?
Le attese su marzo sono per un bilancio positivo; ci sono stati disinvestimenti da alcuni prodotti del risparmio gestito, così come una buona parte delle risorse raccolte è stata mantenuta liquida, ma ci sono stati anche importanti investimenti in altri strumenti finanziari. Siamo in grado di utilizzare l’intera offerta messa a disposizione da emittenti e produttori per proteggere il patrimonio complessivo degli investitori e cogliere opportunità di investimento, con orizzonti di ampio periodo e portafogli diversificati.
Quale sarà il futuro dell’industria della distribuzione post-coronavirus: vedete uno scenario di aggregazioni?
Il peso di quanto accaduto ricadrà anche sul settore del risparmio e potrà dar luogo anche ad operazioni di consolidamento, che coinvolgeranno operatori appesantiti da costi di struttura oggi insopportabili. Ma chi è efficiente, chi ha preparato e gestito bene il difficile equilibrio tra capitale umano e tecnologia, avrà spazio per operare e per crescere.
Nel parere alla Commissione Ue l’autorità esorta a considerare l’eterogeneità dei sistemi nazionali di distribuzione dei prodotti d’investimento e la specificità dei servizi di consulenza. Altrimenti a rimetterci potrebbero essere i risparmiatori
Le modifiche al Regolamento saranno efficaci dopo che il Mef, sentita la Consob, le avrà approvate. “Contiamo di recuperare il ritardo che si è determinato per l’emergenza sanitaria”, dice il segretario generale dell’Ocf