Mifid 2: gli effetti della consultazione Consob sulle reti di consulenza
Per Mediobanca quelle maggiormente penalizzate saranno Azimut e Banca Mediolanum. No impatti per Fineco
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L’impatto del coronavirus in Italia rischia di farsi sentire anche sul settore delle reti di consulenza finanziaria con un calo della raccolta attorno al 40% per l’intero 2020.
È quanto stima Mediobanca Securities in un report dove viene fatto il punto sulle società italiane di gestione del risparmio quotate a Piazza Affari. Azimut, Banca Generali, Banca Mediolanum e Finecobank: tutti gruppi che provengono da un anno di flussi positivi e per i quali, quindi, la frenata dovrebbe essere significativa.
“I clienti sono diventati sempre più avversi al rischio e la principale soluzione attualmente spinta dalle reti è quella dei piani di accumulo. Pertanto, riteniamo che un rallentamento dei flussi sia più che probabile in questa fase. Tradurre in numeri queste dinamiche non è facile, ma abbiamo cercato di dare una risposta guardando situazioni simili che abbiamo visto negli ultimi 20 anni”, spiegano gli analisti di Piazzetta Cuccia.
L’investment bank italiana ha analizzato l’andamento della raccolta delle quattro reti quotate, separando i flussi netti riguardanti i soli prodotti del risparmio gestito dai flussi totali e ha osservato la tendenza del rapporto fra raccolta netta e masse gestite durante le cinque correzioni più significative del mercato nell’ultimo ventennio (2002, 2008, 2011, 2015 e 2018). Queste le conclusioni.
Fonte: Mediobanca Securities
Su 139 osservazioni, la banca d’affari ha riscontrato solo due casi di reti con deflussi netti: Azimut e Banca Generali, rispettivamente 118 milioni e 143 milioni di euro nel 2008. Tutti gli altri dati mostrano flussi costantemente positivi, anche negli anni caratterizzati da correzioni profonde del mercato (ovvero 2008 e 2011).
“Storicamente il rapporto tra raccolta netta nel risparmio gestito e masse si è attestato al 9,6% e al 9,8% per la raccolta netta totale. Durante le cinque correzioni di mercato considerate, tali livelli si attestano, rispettivamente, al 5,6% e all’8,5%. Quindi in anni come quello attuale il calo dei flussi potrebbe attestarsi al -40% per i prodotti gestiti e al -10% sul totale”, stima Mediobanca.
In sostanza, per il 2020 Mediobanca si aspetta che i flussi intercettati dalle reti sui prodotti di risparmio gestito in aggregato rimangano positivi, sebbene inferiori del 40% rispetto alla media. Il calo della raccolta, però, non riguarderà tutti e quattro i player analizzati alla stessa maniera.
Fineco reggerà bene, sottolinea Mediobanca, ma il trasferimento dei risparmi che sta attuando il gruppo dai depositi verso la gestione patrimoniale dovrebbe fare una pausa. D’altro canto, la banca online guidata da Alessandro Foti “è riuscita ad aumentare i flussi anche durante le correzioni del mercato, ma non è stata in grado di difendere la propria attività di gestione”, spiega Mediobanca che conclude: “Crediamo che questo sia principalmente dovuto al contributo della sua piattaforma di intermediazione i cui volumi scambiati sono direttamente correlati alla volatilità”.
Su Banca Mediolanum la view è positiva, anche perché “è storicamente capace di difendere i suoi flussi in tempi difficili”, prosegue l’investment bank. “Questo è sicuramente un forte vantaggio competitivo di Mediolanum, in quanto il management ha sempre dimostrato di gestire bene le fasi di sell-off, organizzando diversi eventi con consulenti e clienti al fine di dimostrare l’opportunità di investire in tali momenti”.
Per quanto riguarda Banca Generali e Azimut, Mediobanca ritiene che un calo dei flussi nei prodotti gestiti del 40% dai livelli storici sia realistico, ma “darebbe comunque risultati positivi quest’anno”.
