Ma gli asset alternativi avranno un ruolo molto importante nelle allocazioni di lungo periodo, “molto più importante di quello che hanno avuto nell’ultima decade”, sostiene il banker di UniCredit
Renato Miraglia, responsabile Italia Private Banking di UniCredit
Qual è stato l’impatto della pandemia sulla clientela con grandi disponibilità patrimoniali?
Anche i clienti più facoltosi hanno subito i riflessi della crisi economica scaturita dalla diffusione del virus, ma i private banker che si occupano della gestione dei loro risparmi hanno fatto da filtro per evitare le classiche trappole comportamentali. Come?
Ne abbiamo discusso con Renato Miraglia, responsabile Italia Private Banking di UniCredit, nell’intervista di questo Mercoledì della Consulenza.
Come avete gestito l’emergenza Covid19 con i vostri clienti private e quale è stata la loro risposta?
A marzo la priorità di tutti i nostri banker è stata quella di chiamare i clienti e cercare di razionalizzare insieme a loro quanto stava accadendo sui mercati finanziari. Abbiamo spiegato quanto fosse importante, prima di precipitarsi in un qualsiasi ordine di vendita, cercare di capire quali potessero essere le conseguenze dell’epidemia in termini di impatti sulle politiche monetarie e fiscali per guidare una possibile ripresa a livello globale. Se non lo avessimo fatto avremmo rischiato, noi e i nostri clienti, di perdere del valore. Del resto, è questo il nostro mandato: assicurare logica e razionalità nella costruzione di un portafoglio e poi successivamente darne continuità nel lungo periodo.
Qual è la lettura degli eventi che avete cercato di spiegare?
Con la pandemia è mutato tutto e sono in molti a profetizzare un modello economico futuro molto diverso da quello conosciuto fino a febbraio. Dal nostro punto di vista abbiamo osservato che i mercati hanno abbandonato l’utilizzo delle metriche usuali ordinarie sostituendole con altre proiettate verso il futuro. Questa lettura è stata dettata dalle politiche di sostegno alla liquidità messe in campo dalle due banche centrali principali, vale a dire Fed e Bce. La loro azione ha creato le condizioni per abbassare gli elementi di preoccupazione di breve termine e ragionare in prospettive di lungo periodo. È in questo contesto che abbiamo spiegato ai nostri clienti il recupero dai minimi di marzo – durato fino a poche settimane fa. Ora ci aspettiamo che il fattore driver per i prossimi mesi saranno le elezioni americane, non tanto per l’impatto immediato sulla crescita dell’economia americana, quanto piuttosto per i rapporti che saranno tenuti dai due candidati presidenti con Cina e Mercati emergenti.
Che cosa vi aspettate nei prossimi mesi sui mercati finanziari?
Noi ci aspettiamo una certa volatilità e un movimento parallelo dei mercati, almeno fino a fine ottobre. Solo successivamente i mercati riprenderanno la strada del recupero. In questo quadro, però, non bisogna farsi prendere dal panico: gli storni del mercato vanno letti come prese di profitto dopo una corsa importante, questo vale soprattutto per il mercato dell’equity, e anzi possono essere occasioni di investimenti per i clienti particolarmente sottoesati di azionario.
In termini pratici, cosa consigliate oggi ai vostri clienti private?
Molti clienti sono entrati e usciti nel mercato con un timing non corretto. Noi oggi sconsigliamo gli ingressi in unica soluzione, ma alla nostra clientela private proponiamo modalità di ingresso graduali, perché pensiamo che in questa fase di mercato ogni singolo storno possa rappresentare un’occasione di acquisto. Noi diciamo sempre che la raccomandazione al cliente non è mai netta, occorre sempre tener conto della storia e della propensione al rischio di ciascun investitore e delle finalità del capitale investito.
Se doveste suggerire un portafoglio modello come lo costruireste?
Nei portafogli oggi ci deve essere l’azionario: non si può concepire un’allocazione efficiente senza azioni. Naturalmente privilegiamo i titoli di mercati sviluppati, nei nostri benchmark hanno un peso rilevante Usa ed Europa. Per quanto riguarda il credito, siamo ottimisti sulla parte corporate IG proprio per il beneficio che dovrebbe trarre dalle politiche monetarie delle banche centrali. Sulla parte HY siamo possibilisti sul debito europeo mentre su quello Usa rimaniamo ancora guardinghi per meglio valutare la capacità delle aziende americane di superare la crisi. Sul fronte emergente stiamo gradualmente tornando positivi dopo una fase in cui siamo rimasti alla finestra in attesa di capire meglio gli sviluppi, anche alla luce del fatto che nella nostra view la parte Emergente non rappresenta più un aggregato unitario. Oggi, per esempio, noi lavoriamo molto di più sulle economiche asiatiche e la Cina. Per la componente satellite del portafoglio guardiamo anche al debito subordinato bancario, chiaramente con un atteggiamento selettivo.
E gli asset alternativi?
In futuro gli Asset alternativi avranno un ruolo molto importante nelle nostre allocazioni di lungo periodo, molto più importante di quello che hanno avuto nell’ultima decade e anche noi progressivamente consiglieremo ai clienti di investirci in modo più consistente. Nell’immediato però, almeno fin quando gli asset liquidi non avranno ritrovato un loro repricing, la strategia di incremento degli Alternativi è più defilata. Perché? Da un lato è vero che i premi di illiquidità si sono allargati, però è altrettanto vero che si sono allargati anche i premi sul mondo liquido. In questa fase preferiamo concentrarci su quest’ultima area mobilitando la tanta liquidità parcheggiata ad un investimento di lungo periodo ma più tradizionale.
“Il mercoledì della consulenza” è la rubrica bisettimanale di FocusRisparmio.com dedicata a consulenti finanziari e private banker. Ogni due settimane, con l’aiuto degli esperti del settore, vengono messi sotto la lente i fatti recenti più significativi e gli impatti sui portafogli da essi gestiti con una visione impostata sul medio e lungo termine.
L'associazione del private banking conferma l'impegno nelle attività a supporto delle banche private e della loro clientela, nonché degli operatori attraverso la rimodulazione della formazione
Discontinuità del business, passaggio generazionale, protezione delle aziende: queste le priorità dei clienti di fascia altissima e imprenditori serviti dalla practice family office della società di consulenza. Ne parliamo con Di stefano
È l’obiettivo di Vontobel Wealth Management, guidata in Italia da un ex private banker di Credit Suisse. “Andiamo a soddisfare le esigenze della fascia evoluta della clientela private italiana”
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio