Stewardship, per una gestione etica delle risorse
Si tratta di una strategia ancora residuale. E che in genere arriva come fase finale di un percorso in più tappe che parte dai soliti criteri di esclusione a livello geografico, settoriale e micro
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“Per determinare i rischi relativi al proprio investimento, l’investitore obbligazionario deve porsi essenzialmente due domande. Anzitutto, se l’emittente di debito (nel caso specifico, gli Stati) sia in grado di rimborsare il proprio debito, se ne abbia cioè i mezzi. E in secondo luogo, se esso intenda farlo”. Questa è la premessa di di Nicolas Forest, global head of fixed income management di Candriam, nella sua analisi sulle prospettive del mercato obbligazionario.
“La prima domanda – argomenta l’economista – è evidentemente centrale in quest’analisi. Dal punto di vista matematico, la capacità di rimborso è determinata dal bilancio primario, dalla crescita nominale e dal costo del debito. Occorre constatare tuttavia che il populismo, almeno attualmente, spinge verso una politica di bilancio espansiva. Negli Stati Uniti, in Italia o in Cina, il forte trend di spesa fiscale attualmente in corso sta portando a uno sforamento del debito. Si tratta di un fenomeno piuttosto nuovo, più per il suo contesto che per la sua portata”.
La seconda questione invece “è di più difficile valutazione. La disponibilità di uno Stato a rimborsare il debito dipende fortemente dalla qualità della sua governance e dalla sua capacità di rispettare gli impegni presi. L’ascesa del populismo potrebbe indebolire questa volontà”.
“Per un investitore obbligazionario – continua l’esperto – è più che mai indispensabile integrare nella propria analisi il fattore governance, il fattore sociale ma anche quello ambientale. Oltre all’analisi della sostenibilità del debito, la nostra valutazione tiene conto del livello di corruzione di un Paese, del grado di libertà e del rispetto delle libertà civili, dell’indipendenza delle banche centrali e del rispetto delle istituzioni”.
“Infine – conclude Forest – sul debito degli Stati peseranno sempre di più i criteri ambientali. La gestione delle risorse naturali e dell’inquinamento costituiscono temi chiave per i governi. Tutti i paesi, sviluppati ed emergenti, si trovano ad affrontare le stesse sfide. Pertanto, l’integrazione dei criteri Esg nella gestione obbligazionaria non rappresenta più un’opzione: è divenuta una necessità!”.
