Lagarde affila le armi. Da usare a dicembre
Secondo i gestori, la Bce aspetta di vedere i nuovi dati macro e l’evolversi di contagi, Brexit ed elezioni Usa. Poi potrebbe aumentare il Peep di 400 miliardi ed estenderlo
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A Francoforte non amano le sorprese, preferiscono le solide rassicurazioni. E così, come atteso dai mercati, la Bce non ha annunciato nuove misure, lasciando i tassi invariati (a 0 il principale, a -0,50% il tasso sui depositi e a 0,25% quello sui prestiti marginali), ma ha chiaramente preannunciato azioni concrete per la prossima riunione del 10 dicembre. Nell’attuale scenario “con rischi chiaramente al ribasso, valuteremo i dati inclusa la dinamica della pandemia, le prospettive di diffusione di un vaccino e gli sviluppi nel mercato dei cambi” e a dicembre sulla base dei dati l’Eurotower “rivedrà i propri strumenti come adeguato”, assicura il board della banca centrale europea.
Insomma, anche la Bce ha bisogno di capire lo stato del paziente prima di mettere a punto la cura, e il quadro clinico si chiarirà solo nei prossimi giorni, grazie a una serie di dati macro in arrivo e all’evolversi dei contagi. D’altra parte, la seconda ondata si è abbattuta sulla ripresa e i lockdown imposti in molti Paesi hanno di fatto reso obsolete tutte le precedenti previsioni. Le nuove stime macroeconomiche di Francoforte “consentiranno una approfondita rivalutazione delle prospettive economiche” sulla base delle quali “il Consiglio direttivo ricalibrerà adeguatamente i suoi strumenti per rispondere alla situazione che si sta delineando”, è la rassicurazione.
Intanto, i rischi restano orientati al ribasso. “L’Eurozona sta perdendo slancio più rapidamente del previsto, la ripresa dei contagi di Covid ha causato un chiaro deterioramento sulle prospettive economiche nel breve termine”, ha avvertito la presidente Christine Lagarde nel corso della conferenza stampa successiva al meeting. Per questo, ha aggiunto la numero uno della Bce, “ci attendiamo che i tassi di interesse restino su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedremo le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel nostro orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà coerentemente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo”.
“Sulla scorta dei prezzi correnti e dei contratti future sul petrolio e tenendo conto della riduzione temporanea dell’Iva in Germania, l’inflazione complessiva dovrebbe rimanere negativa nei prossimi mesi, per poi tornare positiva agli inizi del 2021”, ha precisato madame Lagarde.
Nel frattempo, Francoforte conferma gli acquisti di titoli pubblici targati Pepp da 1.350 miliardi “almeno fino a fine giugno 2021 e in ogni caso fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus è esaurita”. Confermati anche, fino a fine anno, i 20 miliardi al mese di acquisti tramite il rafforzamento da 120 miliardi di euro del vecchio programma App. Nel comunicato, la Bce punta poi sui nuovi maxi-prestiti Tltro-3, la cui prossima asta è il 9 novembre, definendoli “una attraente fonte di finanziamento per le banche a sostegno dei prestiti a famiglie e imprese”.
Cauta la reazione dei mercati, che appunto si aspettavano un atteggiamento ‘wait and see’. Subito dopo il comunicato di Francoforte, lo spread Btp-Bund flette a 135,6 punti, con il tasso di rendimento arretra allo 0,723%, mentre i listini (che quasi contemporaneamente incassano anche il dato sul Pil Usa leggermente migliore delle attese) riducono le perdite. Scende invece l’euro, che va sotto quota 1,17 dollari.
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