Gianelle (Russell): “Rendimenti fino al 16% con PE secondario e strategie distressed”
Fare affari con le crisi aziendali nei settori energetico e immobiliare commerciale. La strategia di Russell Investments nei mercati privati
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Eliminare le lunghe serie alfanumeriche da ricordare a memoria o appuntate su agende e post-it: serviranno sempre meno in futuro.
È l’obiettivo di Keyless, società attiva nel settore della cybersecurity e della gestione delle identità, fondata a gennaio 2019 a Londra da Andrea Carmignani, Fabian Eberle, Giuseppe Ateniese e Paolo Gasti.
Grazie alla piattaforma di riconoscimento biometrico sviluppata da Keyless, i dipendenti delle banche e delle imprese clienti possono accedere ai propri account in modalità passwordless, in tutta sicurezza, utilizzando qualsiasi device con una fotocamera.
Quello della cybersecurity e in particolare della biometria applicata alla sicurezza informatica, un comparto in rapida crescita che secondo le stime varrà a livello mondiale 59 miliardi di dollari entro il 2025 (dati CB Insights). Una ricerca di Gartner, inoltre, rileva che entro il 2022 il 60% delle multinazionali e il 90% delle medie imprese implementerà metodi di autenticazione passwordless.
“Le attuali soluzioni di mercato archiviano dati altamente sensibili direttamente sul dispositivo dell’utente”, spiegano dall’azienda. “Keyless ha sviluppato una tecnologia che permette di archiviare in una rete di cloud distribuiti, anziché su singoli dispositivi o server centralizzati, i dati biometrici (fisionomia del volto e comportamento) di ogni utente”.
Il tutto, precisano, “in totale sicurezza”, perché i dati vengono crittografati tramite tecniche di zero-knowledge e secure multi-party computation – quindi non ricollegabili all’identità degli utenti e in linea con la normativa Gdpr. La tecnologia brevettata dalla società permette quindi di offrire soluzioni senza password di multi-factor authentication per i dipendenti delle aziende, e di strong customer authentication per i clienti di banche e fintech.
La startup ha attirato l’attenzione di numerosi investitori, sia internazionali sia italiani. Fra questi, Maire Investments, Luiss Alumni 4 Growth, Primomiglio Sgr, P101 Sgr, attraverso il suo secondo veicolo P102 e ITALIA 500 (fondo di venture capital istituito da Azimut Libera Impresa sgr e gestito da P101) che hanno sostenuto il secondo round di investimento da 2,2 milioni di dollari, destinati – spiega la società in una nota – al potenziamento della tecnologia proprietaria, al continuo sviluppo di soluzioni di autenticazione biometrica e di gestione delle identità informatiche, all’ampliamento del team della società e all’implementazione della strategia di lancio dell’app Keyless Authenticator.
“La digitalizzazione delle informazioni, specialmente nel mondo del lavoro (ma non solo), è ormai parte della vita quotidiana di ogni individuo e azienda”, spiega Giuseppe Donvito, partner di P101 – masse in gestione superiori a 200 milioni di euro.
“Il periodo di lockdown che abbiamo vissuto ha reso ancora più evidente quanto ormai ogni tipo di comunicazione, informazione, documento, debba passare dalla rete – prosegue il manager. Ciò che finora è mancato è un sistema di autenticazione innovativo e veramente efficace che fosse in grado di proteggere individui e aziende dalla violazione dei dati. Una soluzione come quella sviluppata da Keyless non solo permette alle imprese di non doversi occupare dell’archiviazione dei dati, ma soprattutto rende snello, agile, e finalmente più sicuro l’intero processo di autenticazione”.
Quello chiuso oggi è il secondo round di finanziamento attraverso il mercato del venture capital per la startup e porta il totale raccolto in 18 mesi a 6 milioni.
