Eurozona, Pil in recupero dal secondo trimestre
Istat, Ifo e Kof: Pil -0,4% nel primo trimestre e poi +1,5% nel secondo. Industria in ripresa, peggio i servizi. L’Inflazione aumenterà. Quarto trimestre 2020 meno nero delle attese
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Manifattura e costruzioni trainano la ripartenza italiana, mentre i servizi restano al palo. È quanto emerge dalla nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia del nostro Paese, secondo cui le aspettative per i prossimi mesi mantengono un orientamento favorevole per le imprese dell’industria, grazie anche al dinamismo delle esportazioni, mentre una maggiore incertezza caratterizza la fiducia delle famiglie.
“Le aspettative delle famiglie per i prossimi mesi appaiono caratterizzate da una forte incertezza – sottolinea l’Istituto di statistica -. A marzo, il clima di fiducia delle famiglie ha mostrato un lieve peggioramento condizionato dai giudizi sul clima economico mentre le attese sulla disoccupazione sono rimaste stabili”.
Prosegue intanto la fase di ripresa delle principali economie internazionali. Il rafforzamento dei segnali di miglioramento, stando ai tecnici dell’Istat, ha determinato in molti Paesi la revisione al rialzo delle previsioni di crescita per l’anno corrente e il prossimo.
In Italia i dati sul mercato del lavoro hanno mostrato a febbraio una stabilizzazione del numero degli occupati rispetto al mese precedente, mentre si sono ridotti marginalmente i disoccupati e gli inattivi. Per quanto riguarda invece l’inflazione, a marzo l’indice dei prezzi al consumo si è rafforzato, prevalentemente per l’effetto delle ricadute dei recenti rincari del petrolio e delle materie prime nelle diverse fasi del sistema dei prezzi, ma la diffusione degli aumenti è rimasta più contenuta in Italia rispetto all’Area euro.
“Seppure in un contesto legato anche a fattori transitori, quali il posizionamento dei saldi invernali, l’eventuale mantenimento di queste differenze dovrebbe permettere di confermare un differenziale inflazionistico tra Italia e area euro negativo con ricadute positive per il nostro Paese in termini di competitività”, commenta l’Istat, specificando che in Italia la risalita dell’inflazione è stata guidata prevalentemente dai prezzi dei beni industriali non energetici che hanno contribuito in media per 0,7 punti percentuali, più moderato l’apporto dei servizi (in media +0,3%).
Intanto, sempre dall’Istituto di statistica arriva un dato deludente. A febbraio l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,2% rispetto a gennaio, dato più basso rispetto alle stime del consenso che lo vedevano a +0,4%. Nella media del trimestre dicembre-febbraio il livello della produzione cresce dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Corretto per gli effetti di calendario, invece, febbraio 2021, mese immediatamente precedente le restrizioni legate all’emergenza sanitaria, segna un calo dello 0,6%.
“A febbraio la dinamica congiunturale della produzione industriale è ancora positiva dopo la crescita dei due mesi precedenti. Anche nella media degli ultimi tre mesi la dinamica congiunturale risulta favorevole. Tra i principali settori di attività, tuttavia, solo i beni di consumo registrano un incremento su base mensile. In termini tendenziali, a livello settoriale si conferma il maggior dinamismo dei beni intermedi, il solo comparto in crescita rispetto a un anno prima”, precisano i tecnici delll’Istat.
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