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Per centrale l’obiettivo del Pil all’1,2% nel 2018 serve una crescita a +0,4% nel quarto trimestre, ma i dati indicano un possibile rallentamento
Doccia fredda dell’Istat sulla manovra e sugli obiettivi di crescita fissati dal governo. Per conseguire l’obiettivo di un aumento del Pil all’1,2 per cento nel 2018 previsto dalla Nota di aggiornamento al Def “in termini meccanici, sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari al +0,4% nel quarto trimestre dell’anno in corso”. Lo ha dichiarato Maurizio Franzini, presidente facente funzioni dell’Istituto nazionale di statistica, nel corso dell’audizione sulla legge di Bilancio di fronte alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato.
Un obiettivo, quello fissato dall’esecutivo, difficile da raggiungere considerando la crescita zero dell’ultimo trimestre. Proprio nei giorni scorsi l’Istat, attraverso la nota mensile sull’economia, ricordava che l’indicatore anticipatore “registra un’ulteriore flessione” prefigurando una persistente “una fase di debolezza del ciclo economico”.
Franzini ha poi evidenziato come “un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica, in modo marginale per il 2018 ma in misura più tangibile per gli anni successivi. Per il 2017è confermato un indebitamento pari al 2,4% del Pil e un debito pari al 131,2%”.
Dubbi sulla crescita futura, espressi nella stessa sede, anche dalla Corte dei Conti secondo cui, dato il rallentamento del Pil, “l’obiettivo dell’1,5% per il 2019 richiederebbe una ripartenza particolarmente vivace, e una ripresa duratura”.
Intano si registra un calo della produzione industriale a settembre. Sempre l’Itsat spiega che “l’indice destagionalizzato della produzione industriale a settembre dovrebbe diminuire dello 0,2% rispetto ad agosto. Anche nella media del terzo trimestre il livello della produzione registra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti”.
Su base annua, invece, “l’indice torna a crescere dopo due mesi, e aumenta in termini tendenziali dell’1,3% nei dati corretti per gli effetti di calendario”.