Italia, lo spread salirà ancora. Governo a rischio
Entro il 15 ottobre l’Italia dovrà presentare a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio e appare improbabile che possa piacere alla Commissione europea
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“L’attuale fase ciclica dell’economia italiana rimane caratterizzata dal rallentamento della produzione industriale accompagnato tuttavia da un recupero delle esportazioni. Segnali positivi provengono dal mercato del lavoro con una ripresa dell’occupazione e una significativa riduzione della disoccupazione. L’inflazione rallenta, mantenendosi su livelli inferiori a quelli dell’area euro. L’indicatore anticipatore mantiene un profilo discendente, suggerendo il proseguimento di una fase di crescita economica contenuta”. Così l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana di settembre diffusa oggi.
Per quanto riguarda le imprese “a luglio, l’indice della produzione industriale ha mostrato un marcato peggioramento (-1,8% rispetto a giugno) sintesi di andamenti negativi tra tutti i comparti industriali”.
Nel trimestre maggio-luglio “gli ordinativi hanno mantenuto un andamento positivo (+1,1% rispetto al trimestre precedente) con la componente interna che ha registrato un aumento più pronunciato di quella del mercato estero (+1,3% e +0,8$ rispettivamente). Il dato sui flussi commerciali verso i paesi extra-Ue relativo al mese di agosto ha segnato un incremento delle esportazioni italiane (+3,6% rispetto al mese precedente) esteso a tutti i raggruppamenti industriali”.
Decisamente migliore la performance delle esportazioni italiane verso l’area euro. “Le vendite italiane – prosegue la nota – sono aumentate complessivamente del 5,6%, un tasso lievemente superiore a quello registrato dal totale dei paesi dell’area dell’euro (+5,5%)”.
“Nel secondo trimestre – prosegue la nota – gli investimenti sono tornati a crescere dopo la battuta di arresto segnata a inizio d’anno. Gli investimenti fissi lordi delle società non finanziarie hanno segnato un aumento congiunturale del 2,6%. Anche il tasso di investimento, definito come rapporto tra investimenti fissi lordi e valore aggiunto a prezzi base, è aumentato di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, raggiungendo il 21,9%”.
