“I mercati stanno snobbando l’economia reale. Aprite il paracadute”
Ignorare i rischi non li farà sparire. Ecco perché secondo WisdomeTree bisogna tornare a guardare il Paese reale e adottare un approccio difensivo. Senza rinunciare ai profitti
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I titoli arcobaleno hanno sovraperformato il mercato. Lo scrive Credit Suisse che ricorda come l’LGBTQ100 ESG Index abbia guadagnato da inizio anno il 18% rispetto al 12% dell’S&P500. E non si tratta di un caso isolato. Secondo le statistiche del broker le 350 società che investono maggiormente sull’inclusione oltreché sul supporto alla diversità di genere e di orientamento sessuale, hanno sovraperformato le restanti società quotate sull’Msci AC World Index di 378 punti base sin dal 2010.
Più in dettaglio, a giudizio della banca d’affari, le società sensibili alle tematiche Lgbt hanno dimostrato di essere in grado più facilmente delle altre di attrarre e mantenere i talenti oltre a dimostrare una crescita a livello di fatturato e di flussi di cassa migliore rispetto alle altre componenti sull’Msci AC World Index. Ciononostante, commenta Credit Suisse, il paniere tratta a sconto del 10% circa rispetto agli utili attesi nei prossimi dodici mesi. Quanto al futuro, secondo il report, l’indice arcobaleno dovrebbe continuare a performare meglio del mercato in termini di crescita dei ricavi e della redditività (ebitda).
Per la selezione del paniere Credit Suisse ha scelto quelle società che vantano in posizioni apicali manager apertamente Lgbt o che sono state riconosciute quali datori di lavoro particolarmente sensibili su questo fronte da benchmark quali Stonewall’s Top Employers, Hrc’s Corporate Equality Index e DiversityInc’ Too Company for Lgbt+ Employsees. Delle 350 società selezionate da Credit Suisse l’88% risiede nel Nord America (a fronte del 2% di provenienza asiatica), il 74% presenta una capitalizzazione superiore a 10 miliardi di dollari e la maggioranza è attiva nel mondo finanziario o tecnologico. Su queste basi Credit Suisse ha inserito nel paniere titoli come Apple, Microsoft, Amazon, Google, Facebook, Tesla, Visa, Walmart, J&J, Samsun Electronics e JP Morgan Chase.
“Riteniamo che sia logico l’approccio proattivo verso il mondo e i valori Lgbt” commenta in merito Credit Suisse che ricorda come “i consumatori Lgbt rappresentino una percentuale compresa tra i 5 e il 10% della popolazione (e, stando ai dati di Gallup, l’8% dei millennial) il che significa, in termini di spesa al consumo, che l’universo arcobaleno vale fino a 5600 miliari di dollari. Se fosse una nazione, l’universo Lgbt sarebbe la terza economia al mondo”. Per di più i consumatori arcobaleno, secondo i dati raccolti da Othervox sono due volte più attenti a comprare da società in cui confidano o, se si preferisce, secondo i dati di Cmi sono consumatori proponessi per l’86% a boicottare i prodotti dei brand che perseguono politiche anti Lgbt (e per il 71% chiedono a famiglie e amici di non comprare prodotti di queste società).
In questo scenario, lo spazio di crescita nel mondo degli investimenti arcobaleno appare enorme. Secondo ImpactAlpha, le strategie basate sulla inclusione e sulla eguaglianza di genere di private e venture capitale si sono attestate a 4,8 miliardi nel 2019 (comunque in crescita da una raccolta di 1,1 miliardi del 2017). La crescita è ancora più evidente se si considera ad esempio che nel 2003 solo il 5% delle società menzionate sul Fortune 500 aveva politiche non discriminatorie che includevano policy sulla identità di genere. Quindici anni dopo la percentuale di società attente a questo aspetto è cresciuto al’83 per cento. Sono sempre più numerosi anche Etf e Mutual Fund vicini al mono arcobaleno (e non solo) coe Vanguard Ftse Social Index Fund, iSahres Msci kld 400 Social Etf o Change Finance Us Large Cap Fossil Fuel Free Etf.
D’altro canto, inclusione a 360° e anche i temi Lgbt sono sempre più di stretta attualità e anche l’universo finanziario inizia a valutarli da vicino tra attività di sensibilizzazione attiva delle società partecipate da parte di investitori istituzionali come L&G. Non solo. È di questi giorni la notizia che il Nasdaq starebbe valutando la richiesta di diversità di genere e di etnia nella rappresentanza delle società quotate sul proprio listino. Secondo blog DealBook del New York Times il 75% delle società attualmente quotate sul Nasdaq sarebbe privo dei requisiti.
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