Sorpresa: i ragazzi italiani vogliono risparmiare e investire. E per farlo cercano un consulente finanziario competente, rassicurante e che parli la loro stessa lingua: semplice e tech
Competente, rassicurante e che parli come loro una lingua semplice e tech. Una via di mezzo, insomma, tra Warren Buffett e Gerry Scotti. È questo il consulente finanziario perfetto secondo i giovani italiani, che in realtà sono molto più attenti al risparmio, alla pianificazione finanziaria e agli investimenti di quanto ci si aspetti. Il dato emerge da un’indagine commissionata da Invesco e condotta da Bva-Doxa su un campione di 750 ragazzi in tutta Italia.
Ai ragazzi, divisi equamente per genere e fascia d’età (Z Tribe 18-24 anni, Nouveau Millennials 25-29 anni, Mid Millennials 30-34 anni) è stato chiesto cosa si aspettano per il loro futuro e come intendono affrontarlo, qual è il loro rapporto con il denaro, il risparmio e gli investimenti, e quali sono le loro richieste e le loro aspettative verso la figura del consulente finanziario. E dai risultati è risultato evidente che, sebbene quello con cui si trovano ad interagire sia un mondo completamente diverso da quello dei loro genitori o nonni, i bisogni, i desideri e gli obiettivi di vita non sono poi così diversi.
Quattro giovani su 10 voglio risparmiare e investire
Ben quattro su dieci (il 39%), ad esempio, hanno in programma nel breve periodo di risparmiare per il futuro. Praticamente la stessa quota (il 35%) vuole investire il proprio denaro e solo dopo si pensa a fare molti viaggi (il 32%).
Anche i progetti nel lungo periodo esprimono una forte apertura al mondo finanziario: tra quelli più importanti spicca infatti l’investimento (29%), seguito dal volersi fare una pensione (27%), che è ancora più forte tra i Nouveau Millennials (30%). Anche l’aspetto della realizzazione futura acquista importanza su di un orizzonte di lungo periodo: come il risparmiare (27%), farsi una famiglia propria (26%) ed investire nel mattone (23%). Inoltre sono consapevoli dell’utilità della pianificazione per risparmiare (84%), per realizzare i propri sogni (79%) e per vivere serenamente (71%).
Il consulente finanziario ideale? Un incrocio tra Warren Buffett e Jerry Scotti
Il mondo della finanza, del risparmio e degli investimenti è considerato quindi una sorta di ponte sul futuro e la figura del consulente finanziario, nonostante il 70% del campione non ne abbia uno, è considerata importante dal 60% degli intervistati.
Consulente che però deve avere determinate caratteristiche per GenZ e Millennials. Innanzitutto, tutti i giovani, senza distinzione di età, tenderebbero ad affidarsi a persone (“in carne e ossa”), esperte nel campo da lungo tempo, che abbiano un’ottima esperienza nel trading e conoscenza dei fondi di investimento (anzitutto quelli integrativi pensionistici), cui affidarsi anche per accrescere le proprie (scarse) conoscenze finanziarie.
Per il 57% del campione il consulente dovrebbe poi guidare nel percorso, educarli, andando a scegliere insieme le soluzioni. L’advisor diviene quindi un mentore, in grado di essere allo stesso tempo un saggio e lungimirante “guru” e una persona paziente, amichevole e dinamica. E alla domanda su chi sarebbe il consulente perfetto, scelto tra personaggi famosi, sono stati citati nomi che forse ci si poteva attendere, ma anche alcuni inaspettati: da Warren Buffett, Bill Gates e Di Caprio (nel suo ruolo in “The Wolf of Wall Street”), a Gerry Scotti a Margherita Hack e Michelle Hunziker.
Infine, un bisogno che emerge prepotente è quello del linguaggio, che deve essere semplificante, portare la materia finanziaria alla comprensione e al dominio di tutti: semplice, diretto, chiaro, trasparente, non elitario. Anche per questo aspetto la mediazione del consulente finanziario diviene cruciale, in quanto gli intervistati si aspettano che semplifichi concetti finanziari complessi e renda accessibili quei temi che sembrano oggi ancora prerogativa di pochi.
Strettamente connesso a questo tema è un altro aspetto importante, quello dell’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione. Il consulente finanziario ideale è infatti presente e rassicurante, quasi uno di famiglia, preparato e solido dal punto di vista professionale, e riesce a comunicare attraverso strumenti, linguaggi e canali moderni, digitali e innovativi.
Giuliano D’Acunti, Country Head Italia di Invesco
“Dalla ricerca emerge chiaramente come cambino le modalità di comunicazione, ma non i bisogni. I millennials infatti sono molto più attenti e consapevoli della necessità di investire per il proprio futuro di quanto potremmo immaginare – spiega Giuliano D’Acunti, country head Italy Invesco -. Se, da un lato, sono ancorati a al bagaglio valoriale tipico della famiglia d’appartenenza, dall’altro guardano con interesse alle nuove tecnologie e alle nuove forme d’investimento. In questo contesto, la figura del consulente finanziario può rappresentare il perfetto punto d’incontro tra il passato e il futuro, un ponte tra generazioni solo apparentemente molto distanti, in grado di colmare il gap, scolastico e istituzionale, sull’educazione finanziaria, il cui peso è ancora troppo spesso sulle spalle delle famiglie italiane”.
La metà dei cf italiani risiede e opera in nord Italia. Lombardia, Veneto e Lazio sono le regioni con più professionisti, mentre Basilicata e Molise chiudono la classifica regionale. I dati sono di Ocf e Anasf
La misura garantisce continua crescita professionale e progresso intergenerazionale nelle reti di consulenza ed è destinata anche ai giovani da poco avviati – meno di tre anni – alla professione di consulenti finanziari
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