La Fed debutta negli Etf. E chiama BlackRock
Da oggi Powell inizia a comprare Etf sui bond in funzione anti-crisi. E snobba le banche di Wall Street, facendosi affiancare dal colosso dell’asset management
3,30 min
Negli Stati Uniti il costo del denaro rimane invariato ossia compreso in una forchetta fra lo 0 e lo 0,25%. Lo stabilisce la Fed che prevede di lasciare i tassi di interesse a zero fino al 2022. Il coronavirus “pesa molto sulla crescita, l’occupazione e il lavoro nel breve termine”, afferma il presidente della Banca centrale, Jerome Powell, nella conferenza stampa a margine della riunione.
Secondo le previsioni del Fomc l’economia americana si contrarrà del 6,5% nel 2020, per poi salire del 5% nel 2021 e del 3,5% nel 2022. Powell comunque osserva come il dato recente sul mercato del lavoro è stato “positivo in modo inatteso”. Ciononostante, la disoccupazione “resta a livelli storicamente alti”: il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti nel 2020 si attesterà al 9,3%, per calare al 6,5% nel 2021 e scendere ulteriormente al 5,5% nel 2022.
Laconiche da questo punto di viste le parole conclusive della conferenza del presidente Usa: “C’è grande incertezza sul futuro” e la Fed per questo è “impegnata a usare tutti gli strumenti per tutto il tempo necessario”.
“Il tema del controllo della curva dei tassi, la forward guidance, sarà molto probabilmente discusso nella riunione di settembre”, spiega Jack McIntyre, portfolio manager di Brandywine Global (Gruppo Legg Mason), che aggiunge: “Fino ad allora, è il momento per gli asset non denominati in dollari di provare a stare al passo con il potente rally die mercati americani”.
**
Il contenuto che segue è stato redatto prima della riunione di politica monetaria della Federal Reserve.
La giornata è segnata dall’attesa delle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve e soprattutto dalla conferenza stampa di Jerome Powell.

Secondo gli esperti la riunione non dovrebbe apportare cambiamenti all’attuale indirizzo di politica monetaria della Fed: il target range per il tasso dei Fed funds dovrebbe, con ogni probabilità, essere mantenuto fra 0 e 0,25% ma non più basso di così poiché i membri della Banca centrale hanno espresso già diverse volte la propria contrarietà ai tassi negativi.
“Non ci aspettiamo annunci sul controllo della curva dei rendimenti: se il comitato avesse intenzione di fare un annuncio così forte, riteniamo che la sua comunicazione sarebbe stata molto più chiara e molto più decisa. Piuttosto crediamo che lasceranno aperta questa opzione per le prossime riunioni”, spiega François Rimeu, senior strategist di La Française Am.
“Ci sarà un approccio ‘wait and see’ per quanto riguarda le politiche monetarie non convenzionali – spiega l’esperto -. Riteniamo che i membri vorranno aspettare settembre, in attesa di maggiore chiarezza sul fronte macroeconomico prima di impegnarsi a qualsiasi altro nuovo piano di stimoli”.

E su questo fronte la casa d’investimenti pronostica un peggioramento delle proiezioni macroeconomiche con un tono molto prudente, “con un outlook che continuerà a segnalare rischi considerevoli”.
Il mercato infatti peserà ogni minimo accenno di ottimismo sull’andamento dell’economia, che potrebbe essere interpretato come il primo segnale di un cambio della politica monetaria condotta sino ad ora in risposta all’emergenza sanitaria.
“La nostra view sui dati relativi all’occupazione di maggio è duplice. Anzitutto, il crollo dell’attività economica nel secondo trimestre sarà meno severo, il che significa che anche il rimbalzo nel terzo trimestre sarà meno spettacolare. In secondo luogo, ci aspettiamo che la Federal Reserve non si faccia influenzare dal miglioramento dei dati sul mercato del lavoro”, sostiene Gero Jung, chief economist di Mirabaud Am.
La Fed è ancora lontana dal raggiungere i suoi obiettivi di inflazione e piena occupazione, sostiene l’asset manager, per questo “crediamo che in questo meeting, sebbene la banca centrale statunitense si asterrà dall’annunciare nuove misure, il presidente Powell farà in modo che gli analisti comprendano che la politica monetaria rimarrà estremamente accomodante per un periodo di tempo molto lungo”.
Un altro problema, d’ora in avanti, è chi acquisterà tutti questi Treasury statunitensi mentre i rendimenti sono così bassi. “A questi livelli, i Treasury statunitensi non daranno agli investitori la stessa protezione che avevano in passato quando i rendimenti erano più alti”, analizza Mark Holman, Ceo di TwentyFour Asset Management.
Se molti investitori saranno felici di possederli per motivi di liquidità, “il timore di un aumento dei rendimenti li attirerà verso il possesso di titoli a più breve termine, dove i rischi di prezzo associati all’aumento dei rendimenti sono inferiori”, chiosa l’asset manager.
