ConsulenTia, cf al centro della rivoluzione sostenibile
Al convegno inaugurale dell'evento si è fatto il punto sul quadro regolatorio, sulla percezione dei temi Esg e sul ruolo dei consulenti per sensibilizzare i clienti in questa direzione
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Se negli anni della Guerra Fredda l’antagonismo fra Usa ed Unione Sovietica riguardava la corsa all’allunaggio, oggi il prossimo round di tensioni politiche tra Stati Uniti e Cina si giocherà sugli interventi a favore dell’ambiente. Ma a giovarne non sarà né l’una né l’altra superpotenza, bensì l’Europa.
Ne sono convinti gli analisti del team Global Research di Bank of America che nel report “Thematic Investing: Climate Wars” prendono in considerazione la “guerra” tra Stati Uniti e Cina per la supremazia sul cambiamento climatico e gli effetti per il Vecchio Continente.
Secondo BofA il prossimo round di tensioni politiche tra Stati Uniti e Cina si giocherà sugli interventi a favore dell’ambiente, dove i punti critici saranno il dominio delle supply chain, le politiche produttive focalizzate sul mercato interno, le leggi sui diritti umani e le tariffe commerciali legate al carbonio.
La banca d’affari è convinta che un ruolo fondamentale possa giocarlo l’Europa che “già ospita 8 delle 10 più grandi aziende clean-tech al mondo e sta ponendo il cambiamento climatico alla base dei suoi obiettivi di sviluppo sul lungo periodo”.
Oggi l’Europa è già leader nella politica climatica. Il 70% degli asset dei fondi comuni adotta criteri Esg nelle politiche d’investimento; la regolamentazione green è fra le più avanzate al mondo e, inoltre, il Vecchio Continente gode di un significativo vantaggio sulla decarbonizzazione. “Di conseguenza, le guerre climatiche potrebbero facilitare una rinascita europea”, sentenzia BofA.
Per la banca gli investimenti nella transizione energetica devono aumentare fino a 4 trilioni all’anno. “Anche l’indipendenza energetica e il controllo della catena di approvvigionamento sono in gioco con l’equilibrio geopolitico del potere legato anche al picco del petrolio nel 2030”.
La capacità eolica e solare della Cina aumenterà rispettivamente di 3 volte e 4 volte entro il 2030, rispetto a 2 volte e 3 volte negli Stati Uniti – si legge nel report. Questo è lo stesso per le batterie EV (4 volte ulteriore crescita in Cina entro il 2025, 3x negli Stati Uniti). “Le tensioni fra le due superpotenze potrebbero intensificarsi a causa del predominio della Cina nelle catene di approvvigionamento solare e nella produzione di metalli delle terre rare; politiche incentrate sul mercato interno come “Made in America”; e la spinta dell’Europa per le catene di fornitura di batterie elettriche locali”.
“Stimiamo il potenziale dei fattori abilitanti del clima a circa 6.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato tra batterie, veicoli elettrici, energie rinnovabili, beni capitali, idrogeno ed Esg”. Il report conclude: “La Cina domina i veicoli elettrici e le batterie, mentre l’Europa eccelle nelle energie rinnovabili. Tuttavia, riteniamo che gli Stati Uniti mireranno a colmare rapidamente questo divario”.
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