Il fondo si basa sulla combinazione di due componenti: la prima è l’esposizione a un portafoglio azionario globale a basse emissioni, la seconda la compensazione delle emissioni rimanenti
Roberto Bartolomei, Head of Global Markets Theam Quant Fund Sales per Bnp Paribas SA
Questa settimana la rubrica “Alla ricerca di Alpha” ospita Roberto Bartolomei, Head of Global Markets Theam Quant Fund Sales per Bnp Paribas SA, che ha illustrato a FocusRisparmio la strategia del fondo Theam Quant – World Climate Carbon Offset Plan. “Il Theam Quant – World Climate Carbon Offset Plan, che fa parte della gamma Theam Quant Funds – la joint venture tra Bnp Paribas Global Markets e Bnp Paribas Asset Management – ha l’obiettivo di offrire una crescita del capitale nel medio termine e di compensare al contempo il proprio impatto ambientale (scope 1 e 2) attraverso l’uso di certificati Verified Emission Reduction (‘Ver’) – noti anche come carbon credit – emessi da Wildlife Works nell’ambito del progetto di riforestazione Kasigau Corridor Redd+ (United Nations Program for Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation o “Redd+”) in Kenya”, ha precisato Bartolomei.
Come è strutturato il vostro processo di investimento e di selezione degli strumenti?
L’obiettivo di questa strategia è offrire una crescita del capitale attraverso un portafoglio di azioni selezionate in base al loro elevato punteggio in tema di transizione energetica, al contempo compensando le emissioni di carbonio (scope 1 e 2) attraverso un progetto Redd+, in modo da neutralizzare il più possibile le emissioni totali del fondo e avere quindi un impatto benefico sul clima, sulla società e sull’ambiente.
Cosa significa Scope 1 e 2?
Scope 1 riguarda le emissioni dirette delle aziende (come il consumo di carburante, per esempio). Scope 2, invece, le emissioni indirette dovute all’attività dell’azienda (per esempio il consumo di carburante del fornitore di elettricità). Scope 3 riguarda le emissioni indirette dovute all’uso dei prodotti venduti (come, per esempio, il consumo di carburante da parte del fornitore di elettricità del cliente dovuto all’uso del prodotto). Allo stato attuale, i dati disponibili sulle emissioni di CO2 relative allo Scope 3 sono difficili da ottenere e incompleti, e possono essere solo stimati. Lo Scope 3 non sarà quindi preso in considerazione per quanto riguarda la compensazione delle emissioni di carbonio del comparto.
Torniamo al fondo…
Il fondo si basa sulla combinazione di due componenti: la prima è l’esposizione a un portafoglio azionario globale a basse emissioni, la seconda la compensazione delle emissioni rimanenti.
Per quanto riguarda il primo aspetto, il portafoglio offre agli investitori un’esposizione al mercato azionario mondiale, a titoli con outlook finanziari positivi e solidi standard ambientali, sociali e di governance (ESG), selezionati in base al loro impatto ambientale e alla loro strategia di transizione energetica, mantenendo al contempo le stesse percentuali di esposizione a settori e aeree geografiche dell’indice di riferimento, lo STOXX Global 1800 Net Return Benchmark. L’obiettivo è ridurre l’impronta di carbonio del portafoglio di almeno il 50% rispetto a quella del benchmark, contribuendo così alla lotta contro il cambiamento climatico.
Le emissioni di carbonio residue del portafoglio azionario globale vengono poi compensate ogni trimestre attraverso certificati ‘VER’ emessi nell’ambito del progetto “Kasigau Corridor REDD+” gestito da Wildlife Works. L’obiettivo del progetto è quello di proteggere oltre 500.000 acri di foreste keniote in pericolo, mettendo in sicurezza l’intero corridoio tra i parchi nazionali Tsavo East e Tsavo West e consentendo di compensare oltre 1 milione di tonnellate di CO2 all’anno per i prossimi 30 anni.
Quali sono le caratteristiche che cercate in un titolo azionario da includere in portafoglio?
Nella selezione delle società in cui il fondo investe, consideriamo svariati criteri, tra cui gli standard Esg, la liquidità, l’outlook finanziario, le emissioni di carbonio e strategia di transizione energetica.
Prendiamo il primo aspetto. La strategia d’investimento offre un’esposizione ad aziende internazionali quotate con forti standard Esg, escludendo quelle coinvolte in maniera significativa in attività controverse, come nucleare, alcol, tabacco, gioco d’azzardo, carbone, armi, petrolio e gas non convenzionali, oppure che violano il Global Compact delle Nazioni Unite (relativo a diritti umani, lavoro, ambiente e anticorruzione), o coinvolte in controversie relative all’ambiente, alle convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) e alla Carta internazionale dei diritti umani. Inoltre, sono escluse quelle società con un basso punteggio Esg secondo le metriche di Bnp Paribas Asset Management e un basso punteggio Esg secondo Vigeo Eiris nel loro settore specifico o a livello globale.
Per quanto riguarda la liquidità, per essere idonea per il portafoglio, un’azienda deve avere un volume medio giornaliero (da 1 a 6 mesi) minimo pari a 10 milioni dollari. In tema di outlook finanziario, una selezione dei primi due terzi delle aziende di ogni settore viene effettuata in base ai dati su redditività, prospettive e valutazione. Questa metodologia si basa sul buon senso economico. Ad ogni azienda viene assegnato un punteggio da 1 a 10 (dove 10 è il valore più alto) in base alla sua posizione nel decile rispetto a vari ratio finanziari e criteri misurati per ognuna delle tre caratteristiche chiave: la redditività, che si ottiene valutando se un’azienda è sufficientemente redditizia date le risorse necessarie per il suo funzionamento; le prospettive, tramite un’analisi dell’outlook di un’azienda e di quello dei settori in cui opera; e la valutazione, guardando al “value for money” dei titoli selezionati (utili, crescita prevista, free cash flow, ecc.)
Le aziende vengono poi selezionate anche in base alle loro emissioni di carbonio e alla strategia di transizione energetica seguendo un metodo di scoring sviluppato da Vigeo Eiris. Tra le aziende con il maggior numero di emissioni (superiori a 10 Mt di CO2 equivalente) possono essere selezionati solo quelli con la migliore strategia di transizione energetica nel settore di competenza. Inoltre, il portafoglio avrà un’impronta di carbonio media, normalizzata in base all’enterprise value delle aziende, dimezzata rispetto all’universo iniziale di aziende investibili, pur massimizzando lo score di transizione energetica assegnato da Vigeo Eiris in base ad altri vincoli del portafoglio.
Quali sono i settori e i sottosettori più promettenti nel contesto della transizione climatica?
Nel contesto della transizione climatica, la strategia di investimento prevede che tutti i settori possono essere inclusi nel portafoglio, senza alcun pregiudizio. Verranno però selezionate solo le aziende con la migliore strategia di transizione energetica in ogni settore. In altre parole, la strategia d’investimento seleziona i leader di ogni settore, inclusi quelli a più alta emissione di carbonio, che hanno compiuto notevoli sforzi nel trasformare il loro modello economico per soddisfare la crescente domanda di prodotti e servizi più sostenibili.
Negli ultimi 12 mesi, i titoli dei settori finanziario, tecnologico e dei beni di consumo ciclici hanno rappresentato più della metà del portafoglio azionario, in linea con la ripartizione settoriale dello STOXX Global 1800 Net Return (il benchmark del Fondo) come parte del meccanismo di riduzione del rischio del comparto.
Le prime tre aziende che hanno avuto i pesi medi più elevati nel portafoglio sono Hong Kong Exchanges and Clearing (settore finanziario), Best Buy (beni di consumo ciclici e servizi) e Advanced Micro Devices (settore tecnologico).
Come state perseguendo l’obiettivo di compensare le emissioni di carbonio della strategia d’investimento?
Ogni trimestre la management company valuta l’impatto ambientale delle società (Scope 1 e 2) tenendo conto della composizione del portafoglio azionario e determina la quantità di ‘Ver’ necessari per compensare le emissioni di carbonio.
Bnp Paribas Asset Management utilizza le informazioni sulle emissioni di gas serra fornite da Trucost, un provider di dati sul carbonio. Trucost analizza le emissioni di gas a effetto serra per nove diversi gas (anidride carbonica, metano, protossido di azoto, tetracloruro di carbonio, esafluoruro di zolfo, cloroformio di metile e diversi idroclorofluorocarburi (Hcfc) e perfluorocarburi (Pfc)) per oltre 14.500 società in tutto il mondo.
Come già detto, Bnp Paribas Asset Management utilizza solo le emissioni Scope 1 e 2 per calcolare l’intensità di carbonio delle aziende e l’impronta di carbonio del portafoglio. Le emissioni Scope 3 non sono prese in considerazione in quanto Bnp Paribas Asset Management non ritiene che la qualità dei dati sia abbastanza soddisfacente, poiché vi è una mancanza di uniformità dei perimetri di misurazione.
L’impronta di carbonio di un fondo è la somma dell’intensità di carbonio delle aziende ponderata per il loro peso nei portafogli, dove l’intensità di carbonio è calcolata in base alla somma delle emissioni Scope 1 e 2 ponderata per l’Enterprise Value di ogni azienda.
Una stima dell’impronta di carbonio del comparto è calcolata ad ogni riallocazione delle azioni che compongono il portafoglio azionario sottostante. Una stima dell’impronta di carbonio media del comparto durante questo periodo è calcolata in base alla media ponderata degli asset in gestione moltiplicata per il livello di impronta di carbonio associato al portafoglio sottostante.
Su base trimestrale, ogni volta che il portafoglio azionario viene ribilanciato, una parte delle commissioni di gestione percepite dalla management company viene allocata per la compensazione dell’impronta di carbonio del comparto in base ai calcoli descritti in precedenza.
Investiremo in tutti i certificati ‘Ver’ del progetto “Kasigau Corridor Redd+” necessari e questi saranno immediatamente annullati per far sì che la compensazione di carbonio si concretizzi e sia adeguatamente rilevata.
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