Risparmio gestito, agli italiani piace “diversificato”
L’aumento del rischio legato alla crescita della componente azionaria nei portafogli dei sottoscrittori è stato mitigato dall’internazionalizzazione dell’asset allocation
4 min

Le azioni possono avere un ruolo fondamentale nei portafogli in questi tempi complicati, ma gli investitori dovranno adottare un approccio attivo e cercare la crescita “in ogni angolo”. Lo afferma Luke Barrs, Head of EMEA Fundamental Equity Client Portfolio Management di Goldman Sachs Asset Management, nel delineare la loro strategia sull’azionario per il 2021. Sebbene le economie globali siano state colpite dalla recessione nel 2020, l’arrivo delle vaccinazioni di massa dovrebbe innescare la ripresa già da quest’anno, con una crescita del Pil che secondo Barrs si attesterà sopra il 5% per i mercati sviluppati e intorno al 6% per gli emergenti. E questo pone le basi per una robusta crescita degli utili societari, “sostenendo le valutazioni per i ritorni azionari globali nel 2021, che sono in linea o leggermente superiori alla media di lungo termine, che si aggira intorno all’8%”, dice Barrs. La crescita dovrebbe interessare un range ampio di settori, capitalizzazioni di mercato e regioni, ma non sarà distribuita in maniera omogenea.
L’attuale contesto di mercato è caratterizzato da bassi rendimenti, crescita irregolare, fenomeni di disruption molto rapidi e squilibri sociali e ambientali. “Questo richiede agli investitori di adottare un approccio differente. Riteniamo che le azioni possano avere un maggiore, e sempre più importante, ruolo in tutti i portafogli, dal momento che gli investitori cercano soluzioni a queste sfide”.
In particolare, per l’esperto un aspetto cruciale riguarda la necessità di gestire in maniera attiva la disruption. Una strategia attiva e lungimirante è il modo migliore per investire presto nei prossimi “attori” della disruption. La disruption può essere un fattore importante per la crescita di lungo termine dei titoli azionari e quindi una fonte fondamentale di ritorni per gli investitori, ma ovviamente solo per quelli che si trovano dal lato “giusto” della disruption. Questo implica la necessità di identificare con tempismo quali saranno i “disruptor” di domani, e ovviamente anche le società che al contrario sono vulnerabili al cambiamento. “Con l’accelerazione delle tendenze di disruption, gli indici ponderati in base alla capitalizzazione di mercato possono penalizzare gli investitori ed esporli a un rischio elevato di concentrazione. Per alcuni investitori, l’implementazione passiva può essere infatti troppo aggressiva”.
Sebbene finora il rally sia stato guidato da titoli growth Usa a elevata capitalizzazione, secondo GSAM un secondo aspetto fondamentale da sottolineare è che la crescita non va cercata nelle megacap statunitensi ma nei megatrend globali. “Crediamo che l’innovazione tecnologica, il consumatore della nuova era, il futuro dell’assistenza sanitaria e la sostenibilità continueranno a trasformare gli investimenti. Gli investitori devono guardare oltre i titoli tecnologici delle megacap statunitensi per cogliere le tendenze chiave dell’innovazione in tutti i settori, le capitalizzazioni di mercato e le aree geografiche, compresi i mercati emergenti a più alta crescita”. L’esperto ricorda che è bene anche prendere in considerazione le dinamiche demografiche, come la crescente importanza dei Millennial e, in prospettiva, della Generazione Z, che costituiscono un altro importante driver di trend secolari.
Un altro criterio sul quale si sofferma l’esperto è quello di rivalutare le azioni ad alto rendimento e i titoli value. Il rendimento infatti rimane scarso ovunque, tranne che nei mercati azionari, dove “la percentuale di azioni con spread di rendimento storicamente alti rispetto ai titoli di stato è vicina a livelli record. I dividendi si sono stabilizzati, le valutazioni sono basse e una ripresa economica favorirà probabilmente i titoli value”. Per le azioni definite ad alto rendimento, “crediamo che un approccio attivo focalizzato sulla sostenibilità del rendimento (non necessariamente il rendimento più alto) sia prudente in un ambiente di disruption accelerata, dove i titoli a più alto rendimento tendono ad essere anche i più rischiosi”, commenta Barrs.
Per concludere, Barrs ricorda l’mportanza di investire con una mentalità Esg. Dato che i fattori Esg potrebbero avere maggior peso nel determinare il successo dell’investimento, visto che i governi, le aziende e i consumatori se ne preoccupano maggiormente, “crediamo che il divario tra le società leader negli Esg e quelle che invece sono in ritardo sull’adozione di criteri di sostenibilità continuerà ad aumentare. Riteniamo che l’investimento Esg favorisca un approccio attivo che utilizza l’analisi fondamentale e l’impegno aziendale per guidare un cambiamento positivo e contrastare il limite dei dati disponibili”.
In definitiva, anche se il 2021 si preannuncia come l’anno della ripresa, il percorso verso la normalizzazione resta “dinamico” e permangono una serie di sfide a breve e lungo termine. “A nostro avviso, la gestione attiva sarà uno dei modi chiave per affrontare il doppio problema dell’accelerazione della disruption e delle valutazioni elevate. Anche i driver della crescita sono dinamici e riteniamo che la leadership di mercato si estenderà dai titoli tecnologici statunitensi a larga capitalizzazione a quelli allineati con i quattro megatrend di crescita secolari”. Queste dinamiche dovrebbero favorire le piccole capitalizzazioni e i nuovi player ma anche i titoli value, in particolare quelli ad alto rendimento, “sembrano più interessanti alla luce della recente sottoperformance rispetto al growth, della prevista ripresa ciclica e della continua carenza di rendimento. Infine, riteniamo che il megatrend della sostenibilità non solo creerà opportunità di investimento, ma potrebbe rendere sempre più essenziale investire con una mentalità Esg”.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
