Mercati verso una fase di consolidamento. Ma attenti alle sorprese
Rossignoli (Moneyfarm): "A settembre abbiamo aumentato la duration della componente obbligazionaria per cercare nuove fonti di diversificazione”
3,30 min

La sospensione di alcuni fondi di alto profilo ha riacceso i riflettori sulla liquidità del mercato e su quanto essa possa incidere sulla capacità dei fondi di far fronte a determinati scenari di rimborso. Nonostante l’ampia liquidità a livello macro, infatti, nel suo ultimo report Pascal Blanqué, group chief investment officer di Amundi, evidenzia come permangano alcune aree di tensione a livello micro che potrebbero peggiorare in caso di un deterioramento sostanziale delle condizioni economiche, di una recessione o di un picco della volatilità.
Secondo l’esperto, alcuni mercati sono molto esposti ai contesti di bassa liquidità. “Tra le aree in cui è più probabile che si verifichino dei disallineamenti di liquidità troviamo alcuni mercati emergenti. Tali tensioni potrebbero intensificarsi man mano che avanza il ciclo, che il rallentamento dell’economia si trasforma in recessione e che diventa problematico trovare acquirenti per le attività illiquide. Non è il nostro scenario principale al momento, ma questa è un’area da seguire indubbiamente con attenzione perché le fragilità sono aumentate.”. Poi il Regno Unito, a causa della Brexit, e infine anche le obbligazioni societarie ad alto rendimento, “come dimostrato da una recente analisi dell’Esma da cui emerge che fino al 40% dei fondi europei di obbligazioni societarie HY non disporrebbe della liquidità necessaria per far fronte alle richieste di rimborso degli investitori nel caso di uno di shock di mercato”.
Le variazioni delle condizioni di liquidità possono offrire delle opportunità agli investitori? Blanqué assicura di sì. “Nelle fasi di incertezza e di incremento dell’avversione al rischio sui mercati – osserva -, le obbligazioni societarie possono offrire premi di liquidità più alti che potrebbero costituire dei punti di ingresso per gli investitori. Nei segmenti delle obbligazioni societarie high-yield, è importante effettuare una selezione dei titoli in modo da individuare le opportunità offerte dai premi di liquidità più alti. In realtà, gli investitori con un adeguato orizzonte d’investimento e disponibilità di liquidità possono beneficiare della selezione degli emittenti quando l’ampliamento dello spread del credito è più dovuto a una contrazione a breve termine della liquidità che non a un peggioramento del profilo di solvibilità. Allo stesso modo, alcune obbligazioni più liquide dei mercati emergenti possono essere soggette a un repricing eccessivo perché i segmenti più liquidi potrebbero essere utilizzati come ‘strumenti di riferimento’ nelle fasi di tensione per ridurre l’esposizione complessiva ai mercati emergenti. Gli investitori possono sfruttare queste distorsioni del mercato che non sono correlate al profilo di credito degli emittenti”.
Dal lato normativo, secondo Blanqué le autorità di regolamentazione finanziaria stanno imponendo agli asset manager dei requisiti in materia di liquidità al fine di prevenire una crisi vera e propria. “Tuttavia siamo solo alle prime battute e molto resta ancora da fare, perché da quando c’è stata la crisi finanziaria global è stata data la priorità alla regolamentazione del settore bancario a scapito di quella degli asset manager”.
In che modo questi ultimi potrebbero vigilare sulla valutazione dei rischi di liquidità? “Gli asset manager potrebbero utilizzare diversi strumenti per monitorare i rischi di liquidità sia regolarmente, sia nei casi di emergenza – afferma l’esperto -. Tra tali strumenti figurano la vigilanza sulla liquidità, il monitoraggio del meccanismo di swing pricing, la costituzione di riserve di liquidità e la gestione delle situazioni di crisi della liquidità. In circostanze estreme, gli asset manager potrebbero persino utilizzare il loro bilancio per sostenere il fondo. Questo è però uno strumento al quale ricorrere in extremis, in quanto trasferisce i rischi dagli investitori all’asset manager. Si tratta di un’opzione riservata solamente ai grandi asset manager che sono in costante contatto con le autorità di regolamentazione, dotati di piattaforme globali di trading e quindi in grado di essere ‘price maker’”.
Infine, secondo Blanqué, anche gli investitori potrebbero tutelarsi dai possibili rischi di liquidità aumentando ad esempio la quota di obbligazioni liquide e di elevata qualità nei loro portafogli, evitando la concentrazione in scelte di investimento estremamente diffuse tra gli operatori o con una forte leva finanziaria e valutando i processi di gestione del rischio di liquidità dei propri gestori di fondi.
