Bond high yield, il 2019 fa ben sperare
Le obbligazioni in euro hanno iniziato l’anno su basi più solide rispetto alla chiusura del 2018
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“Dopo un decennio positivo, sembra che i mercati stiano tornando alla situazione pre-crisi. La nostra analisi suggerisce che questa normalizzazione potrebbe determinare un netto ridimensionamento dei rendimenti rispetto a quanto osservato negli anni successivi alla crisi finanziaria, durante i quali i prezzi degli attivi sono stati sostenuti da una politica monetaria eccezionalmente accomodante”. Colin Moore, chief investment officer globale di Columbia Threadneedle Investments, prefigura gli effetti della normalizzazione dell’economia mondiale sui mercati dopo dieci anni di crescita economica sostenuta.
“Nell’azionario – argomenta l’analista – i rendimenti futuri dipenderanno dal ciclo economico, nonché dai ricavi e dagli utili societari. Nell’ipotesi che il ciclo duri ancora qualche anno e che gli utili societari continuino a crescere, allora è plausibile che le azioni producano rendimenti reali positivi contenuti”.
In definitiva, “con tutta probabilità né il mercato del reddito fisso né quello delle azioni genereranno rendimenti comparabili a quelli osservati negli anni successivi alla crisi finanziaria. Benché sia lecito pensare che i rendimenti saranno positivi, vi sarà anche maggiore volatilità. Gli investitori dovranno decidere quale livello di volatilità sono disposti ad accettare”.
“Chi confida di poter generare un rendimento reale nell’arco di tre o cinque anni dovrebbe riuscire a rimanere investito in azioni malgrado l’aumento della volatilità”, conclude Moore.
