Petrolio in ascesa mentre Trump sfida l’Opec
Gli esperti si aspettano che il prezzo resti alto alla luce della carenza dell'offerta
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“Il declino del greggio iraniano non viene contrastato solo dai membri dell’Opec e dalla Russia; negli Stati Uniti, Trump ha dato l’impressione di lavorare con i sauditi per limitare i prezzi del petrolio e proteggere gli statunitensi dagli alti prezzi della benzina. Il presidente ha focalizzato gli sforzi per garantire che nessuna interruzione dell’approvvigionamento influisca sulla stabilità dei mercati petroliferi e minacci la crescita dell’economia globale”. Pierre Melki, equity analyst advisory & research di Union Bancaire Privée, fa il punto sul mercato energetico globale e riporta la view di UBP sulle prossime trimestrali del settore.
“Per quanto riguarda il lato della domanda – spiega l’analista – non è ancora chiaro se sia in vista una risoluzione della guerra commerciale Trump potrebbe non diminuire l’intensità dei suoi attacchi contro i cinesi prima delle elezioni di medio termine. Il raggiungimento di un accordo con la Cina allevierebbe i timori della domanda globale da parte dei macro investitori che riconoscono che la crescita della domanda nei prossimi due anni verrà principalmente da Cina e India. Le stime della domanda rimangono per ora stabili, con una crescita media di 1,5 milioni di barili al giorno, ma potrebbero essere a rischio se gli effetti della guerra commerciale dovessero cominciare ad avere un impatto sulla domanda cinese”.
“Guardando alle compagnie petrolifere – sottolinea l’esperto – nonostante i risultati del terzo trimestre siano spesso influenzati da manutenzioni programmate e da una debole domanda stagionale di gas, riteniamo che le più importanti società del settore energetico comunicheranno solidi risultati del terzo trimestre sulla base di utili provenienti da prezzi del petrolio più elevati, registrando flussi di cassa superiori alle attese”.
“Le più importanti società europee del settore, e quelle esposte al WTI e al greggio canadese in particolare – conclude Melki – dovrebbero continuare a beneficiare del differenziale di prezzo in queste regioni e potrebbero sovraperformare il loro peer”.
